Cadavere nel fiume Esino, è un anziano tra i 70 e gli 80 anni. I primi esiti dell’autopsia

Dai primi referti dell'esame autoptico effettuato dal medico legale Manuel Papi, l'uomo sarebbe morto per asfissia da annegamento. Prelevati frammenti per estrarre il dna da comparare eventualmente con i profili genetici presenti nella banca dati delle persone scomparse per tentare di dare un nome al cadavere

Il medico legale nel luogo (foce fiume Esino) dove è stato ritrovato il cadavere dell'uomo

FALCONARA MARITTIMA – Uomo, di età compresa tra i 70 e gli 80 anni, morto per asfissia da annegamento. È quanto emerge dai primi esiti dell’autopsia condotta dal medico legale Manuel Papi sul cadavere rinvenuto alla foce del fiume Esino il 13 giugno scorso a Falconara Marittima. L’esame autoptico, iniziato intorno alle 11 di oggi (17 giugno), si è concluso alle 14,30.

Sul cadavere nessun segno di lesioni inferte da altre persone, quindi è esclusa qualunque ipotesi di omicidio, mentre sono state trovate «alcune “ammaccature” sul capo compatibili con l’azione della corrente esercitata contro il letto del fiume». Dalle radiografie non risultano traumi ossei, mentre nei polmoni il medico legale ha trovato i segni di una «sofferta asfissia da annegamento».

Come previsto, sul corpo dell’uomo sono stati prelevati frammenti per estrarre il dna da comparare eventualmente con i profili genetici presenti nella banca dati delle persone scomparse per tentare di dare un nome al cadavere. Prima dell’autopsia i militari dell’Arma specializzati nelle investigazioni scientifiche, sono riusciti a prelevare le impronte digitali dell’uomo da alcune dita delle mani. Una complessa operazione, compiuta alla presenza del medico legale e dei carabinieri della Tenenza di Falconara guidati dal comandante Michele Ognissanti: i militari sono riusciti ad “esaltare” le creste papillari delle dita del cadavere, iniettando sotto cute una soluzione liquida.

Le impronte digitali verranno confrontate con quelle già censite in banca dati, prelevate cioè per precedenti penali, passaporti (ecc…). Il dna verrà utilizzato invece nel momento in cui i militari dell’Arma avranno un sospetto su qualche persona scomparsa, confrontandolo con qualcosa di molto personale appartenuto alla persona di cui non si hanno più tracce o con il dna di un parente stretto. Per ora le ricerche dei carabinieri si concentrano infatti tra le persone scomparse più o meno recentemente vicino al nostro territorio.

L’operazione di prelievo delle impronte papillari è stata resa ancora più complessa dall’avanzato stato di decomposizione del corpo, rimasto in balia delle acque e dei fenomeni atmosferici per giorni. Rilevato dalla salma anche il calco dei denti. Sul corpo nessun tatuaggio, né altri segni utili all’identificazione.