Barriere antirumore, il comitato “No al muro, sì al mare” dal consigliere Enzo Giancarli

Si è tenuto in Regione ad Ancona l'incontro tra i rappresentanti dell'associazione di Falconara, Marotta, Porto Sant’Elpidio e Cupramarittima e l'esponente politico che si è impegnato ad organizzare una tavola rotonda tra tutti i soggetti coinvolti sulla questione

Il palazzo della Regione
Il palazzo della Regione

ANCONA – Il coordinamento regionale dei comitati “No al Muro, Sì al Mare”, composto dai comitati di Falconara, Marotta, Porto Sant’Elpidio e Cupramarittima, martedì 19 marzo nella sede della Regione ha incontrato il consigliere regionale Enzo Giancarli, che si è reso disponibile ad ascoltare i portavoce della protesta contro il progetto di RFI.

Durante l’incontro i comitati hanno espresso le loro preoccupazioni su un progetto, quello delle barriere antirumore «che, se realizzato, condizionerebbe non solo le città direttamente coinvolte dall’opera, ma tutta la regione “ferita” nel suo legame tra terra e mare. Quale turismo può essere promosso dopo che un muro segna indelebilmente la costa marchigiana?».

I comitati hanno poi chiesto che la Regione, che pur si è espressa solidale con le amministrazioni comunali, si faccia carico «con un’azione più decisa di questo disagio che colpisce non solo singoli territori ma tutta la costa da Gabicce a San Benedetto del Tronto. È stato anche chiesto di operare a tutti i livelli possibili per spingere Rfi a rivedere il progetto di riduzione del rumore, impegnandola a intervenire direttamente sulla sorgente rumorosa e sui ricettori, superando, di fatto, la necessità delle barriere».

Enzo Giancarli

Il consigliere Giancarli, dopo aver condiviso le preoccupazioni e le riflessioni fatte insieme, si è impegnato a organizzare, per i prossimi giorni, un incontro politico-istituzionale tra la vice presidente Casini, l’assessore all’ambiente Sciapichetti, i sindaci dei comuni coinvolti, i rappresentanti dei comitati cittadini e Rfi per fare il punto sull’iter del progetto e identificare vie alternative per garantire sia la salute dei cittadini che i loro diritti a vivere in città non destinate a perdere la propria identità.