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Ancona

No alle barriere, Signorini scrive a Toninelli: «Ministro venga a Falconara»

La durata dei lavori è stimata in 63 mesi, con 5.325 metri quadri occupati. L’assessore all'Urbanistica Clemente Rossi: «Quantificheremo i danni, vogliamo l’arretramento della ferrovia». Questa mattina la conferenza per fare il punto sulla situazione

Da sin. l’assessore all’Urbanistica Clemente Rossi e il sindaco Stefania Signorini

FALCONARA MARITTIMA – Per l’amministrazione la barriera antirumore di Rfi sarebbe uno «scempio irreversibile» per la città e il sindaco Stefania Signorini ha invitato a Falconara, con una lettera formale, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli, in modo che si possa «rendere conto dell’impatto devastante che le barriere per il risanamento acustico potrebbero avere sulla città».

Al ministro Toninelli è stato fatto presente che il muro che si verrebbe a creare lungo la Flaminia, la strada più trafficata, «incrementerebbe l’inquinamento ambientale perché impedirebbe il ricircolo dell’aria e quello acustico perché amplificherebbe il rumore dei veicoli in transito». Gravi anche le penalizzazioni temporanee: lungo la Flaminia, durante l’allestimento del cantiere, si perderebbero circa 200 posti auto, oltre all’utilizzo del cavalcavia di via Cairoli e della scalinata di accesso al sottopasso di via Trieste. Tra l’altro la durata dei lavori è stimata in 63 mesi (di cui tre per attività propedeutiche ai cantieri) e le aree di occupazione temporanea sono in totale di 5.325 metri quadri, a fronte dei 288 metri quadrati da espropriare.

«Tutto questo – dichiara il primo cittadino – in un’area già martoriata sotto l’aspetto ambientale, che vive le infrastrutture come criticità. Questo muro è uno sfregio alla città e lavoreremo per confrontarci con tutti gli interlocutori. Ho fatto presente la questione ieri anche al presidente della Regione Luca Ceriscioli e ci appelleremo anche alla Soprintendenza. La nostra intenzione è affrontare il problema insieme al comune di Ancona, appena sarà coinvolto in questo percorso».

Nella lettera formale indirizzata al Ministro, il Sindaco e la Giunta hanno ribadito la loro contrarietà al progetto presentato da Rfi e hanno chiesto soluzioni alternative alla realizzazione delle barriere, come l’arretramento della ferrovia, il suo interramento, il rinnovo del materiale rotabile, la realizzazione di interventi sui recettori, lo studio di orari e di velocità dei convogli che possano ridurre l’impatto acustico. «Si sta costituendo un comitato per raccogliere le firme e bloccare il progetto di Rfi – continua il Sindaco – e questo sarà un ulteriore supporto alla battaglia dell’Amministrazione. Saremo al fianco del comitato e metteremo a diposizione tutti i nostri locali pubblici per supportare la raccolta delle firme».

Il Comune aveva già detto no alle barriere nel 2010, quando si era proposto capofila degli enti costieri interessati dall’opera, da Senigallia ad Ancona. L’amministrazione comunale aveva fatto propri i rilievi del professor Gianni Cesini del dipartimento di energetica della Univpm, autore dei Piani di classificazione acustica di Ancona e Falconara, invitato a un incontro cui avevano partecipato anche i Comuni di Montemarciano e Ancona, la Provincia e la Regione. Erano state evidenziate criticità ambientali e paesaggistiche, rispetto alle quali Rfi non aveva presentato progetti migliorativi e non aveva dato più notizie. Solo otto anni dopo ha contattato l’ente per riproporre il progetto di allora. «Già tanti anni fa – continua la Signorini – avevamo denunciato che non è possibile prevedere un’opera standardizzata come soluzione all’inquinamento acustico da nord a sud, senza considerare le esigenze delle singole realtà».

Attraverso una delibera molto dettagliata, la 412 del 29 novembre scorso, il Comune ha spiegato il suo no all’opera, che sorgerebbe lungo tutta la costa, tra la Flaminia e la ferrovia. L’infrastruttura che Rfi ha proposto di realizzare è giudicata «non conforme al vigente Prg». «È quanto ribadiremo anche alla Regione – spiega l’assessore all’Urbanistica Clemente Rossi – che per prassi ha chiesto il nostro parere urbanistico. Rfi intende realizzare la soluzione più semplice, ma che avrà effetti disastrosi che quantificheremo sotto il profilo sociale, urbanistico, dei danni economici alle attività produttive, alla spiaggia e alle residenze. Vogliamo l’arretramento della ferrovia perché sarebbero soldi ben spesi».

Con la realizzazione di un muro tra il centro abitato e la spiaggia «verrebbe condizionata per sempre la programmazione urbanistica della città, proprio nel momento in cui l’amministrazione sta portando a termine l’iter della variante per il Centro Storico, che punta a valorizzare anche il vialetto Marotta». Inoltre sarebbe «compromessa anche la zona nord di Falconara, oggetto di un Piano di recupero di iniziativa pubblica denominato “Falconara Nord/Villanova”» e ne risentirebbe anche la spiaggia, che l’amministrazione vuole valorizzare «con una serie di iniziative, tra cui la revisione generale del Piano del litorale, da rendere sempre più luogo di svago e di incontro».

Anche la società sportiva Città di Falconara si unisce alla protesta dei cittadini che si oppongono alla realizzazione del muro. «È un’opera dai costi spropositati che riteniamo estremamente dannosa per Falconara in termini paesaggistici e ambientali – dice il presidente Marco Bramucci -. Ci mettiamo a disposizione per ogni iniziativa che il costituendo Comitato vorrà intraprendere per questa battaglia sociale che riguarda tutta la comunità falconarese».