Falconara, bagni vietati. Federici (Pd): «Tempi lunghi per risolvere il problema»

Il capogruppo del Pd chiede al sindaco di convocare un consiglio comunale. Signorini: «I disagi dovuti all'apertura degli scolmatori avrebbero potuto essere affrontati già da tempo, se solo ci fosse stata una volontà forte delle amministrazioni»

Sversamenti in mare attraverso l'apertura degli scolmatori
Gli scolmatori aperti

FALCONARA MARITTIMA – Bagni vietati a Ferragosto. Dopo la pioggia, il 14 mattina è scattato nuovamente il divieto di balneazione lungo tutto il litorale a sud della Raffineria Api fino al confine con il Comune di Ancona, e i bagnanti ieri, Ferragosto, non hanno potuto fare bagni e tuffi in mare.

Franco Federici, capogruppo Pd

«Siamo all’ennesimo divieto di balneazione per gli sversamenti – denuncia Franco Federici, capogruppo Pd – è surreale l’euforia mostrata dal sindaco Signorini per la presentazione del Documento preliminare di progettazione di Viva Servizi che prevede la risoluzione del problema, non prima di 8 anni.

Avevo chiesto se con la soluzione antisversamenti da 22 milioni, anziché da 40, venisse comunque mantenuta l’efficacia per l’85% dei risultati o fosse prevista una copertura inferiore rispetto alla soluzione progettuale iniziale: il sindaco ha deciso di non rispondere sostenendo, in modo generico, che gli interventi rispondono agli obiettivi previsti. La nostra richiesta fondamentale di avere la certezza dei finanziamenti e la provenienza degli stessi per le opere da realizzare (22 milioni) non ha trovato una risposta plausibile da parte del Sindaco, che si è trincerata dietro la dichiarazione che i finanziamenti sono programmati nei piani di investimento di Aato n. 2, che è invece un Ente di esclusiva programmazione, e del gestore Viva Servizi. Anche i tempi di realizzazione degli interventi in otto anni, per il Sindaco sono quelli giusti, non tenendo conto che la questione è in ballo dal 2004, cioè da 15 anni».

Federici denuncia inoltre che «sulla condotta di gronda nella parte alta della città, il sindaco sostiene che intercetterà l’acqua piovana, quando è noto a tutti che la nostra rete fognaria è mista per cui dovrà raccogliere sia gli scarichi fognari che le acque di pioggia. Sono tutti segnali evidenti che dimostrano che la Signorini non conosce a fondo il problema.

In conclusione ripetiamo al Sindaco la richiesta di convocare quanto prima un Consiglio Comunale sul tema sversamenti, aperto anche alla cittadinanza. Il Sindaco deve fornire le carte e le documentazioni che certifichino le proposte progettuali, i tempi di realizzazione e soprattutto le fonti di finanziamento certe. Basta con l’indecoroso balletto di comunicati, annunci e promesse da marinaio».

Il sindaco di Falconara Stefania Signorini

«I continui interventi fotocopia del capogruppo Pd Franco Federici sulla questione degli sversamenti – risponde l’Amministrazione – sono ormai diventati unicamente un modo di strumentalizzare il disagio del territorio falconarese con il solo fine di propagandare se stesso. Appena nove giorni fa le amministrazioni comunali di Ancona e Falconara e la società Viva Servizi hanno annunciato l’avvio dell’appalto per la progettazione degli interventi per il mese di settembre: si tratta di tre stralci per un valore complessivo di 22 milioni di euro (12,7 milioni solo per Falconara), che per complessità ed essendo necessario un appalto europeo richiedono tempi molto lunghi. I disagi dovuti all’apertura degli scolmatori avrebbero potuto essere affrontati già da tempo, se solo ci fosse stata una volontà forte delle amministrazioni precedenti a guida Ds-Margherita e poi Pd. Invece solo con l’amministrazione Brandoni e poi con quella guidata da Stefania Signorini si è deciso di affrontare la questione in modo serio insieme al comune di Ancona. I sindaci dei due Comuni hanno ottenuto dall’Aato una programmazione di opere con la relativa copertura finanziaria e questo, presupposto per risolvere carenze che tanti disagi comportano per cittadini e operatori, sembra che infastidisca Federici.

Il Comune di Falconara, insieme a quello di Ancona, è stato parte attiva nel decidere che interventi realizzare: la cosiddetta soluzione C, integrata e modificata tenendo presenti le indicazioni date dai Consigli comunali dei due territori in sessione congiunta, prevede tre interventi autonomi e funzionali per Ancona e otto interventi autonomi e funzionali per Falconara. Tutti gli 11 interventi vengono economicamente stimati in circa 40 milioni di euro. Si spendono 22 milioni e non 40 perché si parte con la progettazione e realizzazione di alcuni stralci, comunque già funzionali e rispondenti agli obiettivi. Quanto alla condotta nella zona collinare, questa è sì di acque miste, ma ha lo scopo principale di intercettare l’acqua piovana prima che arrivi in pianura in modo da non sovraccaricare le condotte esistenti lungo la costa e ridurre l’eventuale apertura degli scolmatori».