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Ancona

Estate, boom di furti e criminalità: attenzione ai selfie e ai social

Sono le nuove armi usate dalla criminalità. Il monito del capo della Squadra Mobile di Ancona Carlo Pinto: «Facebook è uno strumento che va usato “cum grano salis"»

Selfie
In estate si moltiplicano i furti. Approfittando degli appartamenti lasciati vuoti per le vacanze, sono molti i criminali che riescono a mettere a segno il colpo. Tra le armi a disposizione della criminalità, ci sono anche i social network. Facebook, ma anche Instagram, sono una vera e propria miniera di informazioni personali, dalla quale attingere per avere preziose indicazioni sulla vita privata e su ogni spostamento. Un rischio non solo per quanto concerne i furti, ma legato anche ad aspetti più generali che vanno ben oltre la sicurezza personale.
Basta pensare alla moda del momento, quella dei selfie, che mette in vetrina la vita delle persone e dei loro cari e, in alcuni casi, anche di sconosciuti ignari di essere stati fotografati e poi inconsapevolmente “postati”. Una vera e propria violazione della privacy. Sono moltissime le persone, che soprattutto durante le vacanze e non solo , si scatenano con selfie che li ritraggono durante serate, eventi, o nelle località che hanno scelto quali mete per le ferie. Una moda dettata dalla «leggerezza, che può avere risvolti pericolosi», ammonisce Carlo Pinto, Capo della Squadra Mobile di Ancona.
Un’abitudine pericolosa specie quando nelle immagini condivise vengono ritratti i minori.
Carlo Pinto, Capo della Squadra Mobile di Ancona
«Occorre fare attenzione, perché Facebook è uno strumento che può avere dei risvolti molto pericolosi. Un oggetto di divertimento e di amicizie che si caratterizza per l’elevato numero degli “amici”, ma non certo per la qualità del rapporto – precisa Pinto – Di sicuro è il metodo più banale per informare tutti sulla propria vita personale.
Bisogna considerare che ci sono organizzazioni che creano profili falsi di donne e di uomini, per far cadere le loro vittime in infimi inganni e ricattare le loro ”prede” che si fanno riprendere in scene osé. Facebook è uno strumento che va usato “cum grano salis”, perché è un’arma a doppio taglio che espone al rischio di ricatto, adescamento, estorsione e diffamazione. In questo senso è emblematico sulla pericolosità dei social il caso dell’untore dell’HIV, Claudio Pinti, che utilizzava proprio Facebook e la chat ad esso collegate, Messenger, per scegliere e approcciare le sue vittime. Occorre stare attenti perché viviamo in una società contaminata, dove non ti dà niente nessuno e niente è gratis e se ci offrono qualcosa, bisogna sempre domandarsi: Perché proprio a me? Che cosa c’è dietro e qual è il tornaconto della persona che abbiamo di fronte?».
Un monito che fa appello al buon senso e alla prudenza, quello del Capo della Squadra Mobile di Ancona, che riguardo ai selfie realizzati durante le vacanze e non solo, ricorda che «quando si danno indicazioni e informazioni di questo tipo, vengono condivise non solo con i propri amici, come molti credono erroneamente, ma con tutto il mondo e queste stesse informazioni possono essere usate contro di noi, contro il nostro patrimonio e contro la nostra sfera privata.
Sconsiglio di diffondere contenuti di questo tipo, far vedere i particolari delle private dimore, i volti dei vostri cari, le autovetture in vostro possesso e ogni altro particolare e dettaglio che, oltre a consentire una vostra facile identificazione ed individuazione da parte di male intenzionati, evidenziano in modo inequivocabile il vostro tenore di vita e le vostre disponibilità economiche».
Luca Russo, analista forense e CTU Procura della Repubblica

Insomma, un nuovo strumento a disposizione della criminalità, quello legato al mondo dell’online. «In un’era social – spiega Luca Russo, analista forense e e C.T.U. Tribunale Civile e Penale di Ancona dove oramai sono esposte in vetrina e pubblicamente tutte le nostre emozioni, i nostri affetti, le nostre passioni, i nostri più intimi pensieri, spesso ci si dimentica che oltre alla schiera di amicizie intente a seguire i nostri “Post”, anche la criminalità organizzata oramai ha uno strumento gratuito a cui attingere per poter pianificare le proprie attività criminose. Mi sono trovato spesso a svolgere attività di analisi di computer sequestrati ad organizzazioni dedite a furti in appartamento e a constatare dei veri e propri archivi di post riconducibili per zone a case “Libere” da controllo o dove il controllo poteva essere raggirato venendo a conoscenza dei sistemi adattati.

Ragazzi che ingenuamente, postano continuamente foto di famiglia nelle quali spesso sono riprese le telecamere in sottofondo, i sensori di rilevamento, o post nei quali spesso viene fatta allusione alla partenza per le vacanze estive, a volte fornendo il dettaglio dei tempi di assenza e se, ad esempio, “Il povero charlie” sarà costretto ad andare all’albergo per cani perché non c’è nessuno che può accudirlo. Sarebbe appropriato postare il meno possibile la nostra quotidianità, soprattutto visti i continui furti in appartamento, e soprattutto sfruttare il social per dare a volte informazioni “ingannevoli” che possano far desistere».