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Ancona

Estate ad Ancona: spettacoli, streaming e festival tra la Mole e il teatro delle Muse

Dopo lo stop per l'emergenza coronavirus, la cultura riparte. Ad illustrare gli appuntamenti nel capoluogo dorico, è l'assessore Paolo Marasca: «Tutto dipenderà dagli interventi del governo a sostegno dei comuni e dai protocolli»

Mole Vanvitelliana
Mole Vanvitelliana

ANCONA – Riaprono i musei e dal 15 giugno torneranno gli spettacoli all’aperto. Il Teatro delle Muse diventerà una infrastruttura tecnologica che permetterà di allargare il pubblico degli eventi attraverso streaming, riprese, dirette e differite. Piazza del Plebiscito, Teatro e Mole Vanvitelliana saranno collegate da una rete tecnica e tecnologica coordinata da Marche Teatro. I festival estivi sono confermati, con una rimodulazione del proprio progetto alla luce del nuovo quadro di riferimento. L’unica eccezione riguarda il festival Spilla, che ha caratteristiche incompatibili sul piano organizzativo, ma che sarà comunque presente con un appuntamento. «Stiamo organizzando gli spettacoli e gli eventi estivi nel capoluogo – spiega Paolo Marasca, assessore comunale alla Cultura – e tutto dipenderà dagli interventi del governo a sostegno dei comuni e dai protocolli».

Paolo Marasca

MUSEI – I Musei Civici ripartono dalla Pinacoteca, mentre il Museo della città aprirà in autunno, dal momento che sono in corso alcuni lavori al suo interno. La Pinacoteca riaprirà il 30 maggio, data convenuta con gli altri capoluoghi di provincia delle Marche. Il Museo sarà visitabile su prenotazione e in piena sicurezza, nel rispetto dei protocolli vigenti. Le visite potranno essere libere o guidate. L’ingresso è gratuito per tutta l’estate, sino alla fine di agosto. Si prenota per telefono: 0712225047, via mail: museicivici.ancona@gmail.com o con il form: https://bit.ly/2A9XEKK.

Anche il Museo Omero è gratuito e riaprirà venerdì 29 maggio, con un contingentamento di visitatori in ossequio ai protocolli. Tel. 071.2811935 Prenotazioni al 335.5696985 (anche whatsapp) email: didattica@museoomero.it. Il Museo Diocesano riaprirà per ora tutte le domeniche (10.00-12.30 e 16.00-19.00 ) e su prenotazione da lunedì a sabato. Il Museo Archeologico, salvo diverse indicazioni, riaprirà il 2 giugno, con orari e percorsi rimodulati in ottemperanza delle disposizioni. I servizi bibliotecari saranno attivi in via Fanti a partire dal 3 giugno.

MOLE VANVITELLIANA – Dal 26 maggio gli spazi all’aperto della Mole sono accessibili e gli orari di apertura dal martedì alla domenica sono dalle 8 alle 20. La Mole allungherà l’orario di apertura progressivamente: dal 5 giugno fino alle 21, dal 15 giugno fino all’una. L’ex Lazzaretto ospiterà due palcoscenici dotati anche di schermo per streaming, dirette o proiezioni. I palcoscenici saranno collocati in Corte e nel Canalone e collegati alla tecnologia messa in campo dal Teatro. Sia la Corte che il Canalone potranno contenere ciascuno circa 160 persone. Ci saranno servizi interni, spazio lettura. Il calendario delle iniziative prevede presentazioni, incontri, spettacoli, eventi vari a partire dal 15 giugno; visite guidate alla Mole, spazi di socialità. «È aperto il bando che scadrà il 4 giugno per la gestione dell’area del Lazzabaretto e del progetto riguardante il cinema», spiega l’assessore.

Teatro delle Muse ad Ancona

TEATRO DELLE MUSE – Il Teatro è attivo sul livello della produzione e Marasca spiega che diventerà «anche sede degli spettacoli e base dello streaming che verrà diffuso sia su monitor esterni sia online. Potrà ospitare circa 150 persone e alcuni appuntamenti, ad esempio dei festival “La mia generazione” e “Kum”. Chi non potrà vederli dal vivo, potrà seguirli sugli schermi installati alla Mole. «Durante l’estate – chiarisce Marasca – gli spettacoli e gli eventi saranno comunque organizzati all’aperto alla Mole. Ad esempio se un concerto dal vivo sarà organizzato nello spazio della Corte, potrà essere visto in streaming nella zona del Canalone. Stiamo valutando di mettere uno schermo anche in piazza del Papa, ma prima ne parleremo con gli operatori della piazza».

FESTIVAL – «Una intensa collaborazione ha caratterizzato questi mesi – spiega Marasca – e ringraziamo gli organizzatori, gli operatori e le associazioni che si sono messi in gioco. Infatti, l’incertezza economica legata all’emergenza, e quella logistica determinata dai protocolli ancora in via di definizione, rende difficile la tenuta del palinsesto. La maggior parte dei festival di Ancona si è messa in gioco, modellando il proprio progetto alla luce del nuovo quadro di riferimento, e questo permette di confermare la presenza, nel corso dell’estate, dei capisaldi cittadini». Sono quindi confermati Ancona Jazz, Conero Dance Festival, Punta della Lingua, Sconcerti, Acusmatiq, Adriatico Mediterraneo. Fa eccezione il festival Spilla che ha annullato il concerto di Tom Walker, ma l’assessore assicura che «forse ci sarà un concerto con un artista italiano durante l’estate». Il festival Weekendoit si sta organizzando secondo un nuovo palinsesto, mentre il festival Ka prevede appuntamenti in un doppio periodo, estivo ed autunnale. Nel palinsesto estivo alla Mole si inseriscono alcuni concerti degli Amici della Musica e alcuni eventi del festival Cinematica. Infine, il festival Tipicità in Blu assumerà una particolare valenza perché si ridisegnerà, contribuendo anche a sostenere tutta l’infrastruttura, e con un focus sul lavoro e il mare (luglio o settembre).

A settembre, il festival La mia generazione (10-13 settembre) sfrutterà una formula streaming di grande qualità, rilanciando Ancona come centro per la musica dal vivo in tutta Italia, secondo un programma che verrà presentato a breve tra Teatro e Mole. «I concerti saranno dal vivo ad Ancona – spiega Marasca – ma potranno essere seguiti in streaming in tutta Italia». A fine settembre (26-27 settembre) verrà recuperato Flower Show. A ottobre, il festival Kum proporrà una versione concentrata, dal vivo e in streaming, sul tema del trauma collettivo che stiamo vivendo. Confermata al porto antico anche la tradizionale festa del mare, mentre non ci sarà Ti Ci Porto Festival.  

QUARTIERI – I protocolli sono particolarmente necessari per le attività nei quartieri. L’intenzione del Comune è quella di vitalizzare le piazze e i luoghi simbolo di alcuni quartieri sia centrali sia periferici (Piano e piazza Salvo D’Acquisto) con una programmazione seguita dalle associazioni culturali e dagli operatori dei territori, «ma ovviamente questo dipenderà dalla possibilità di fare spettacolo in spazi urbani secondo modalità compatibili», spiega Marasca.  

MOSTRE – Le Mostre alla Mole inizieranno a partire dalla seconda metà di luglio e l’Amministrazione è in attesa di risposte per alcuni momenti espositivi di rilievo. «Cercheremo di fare la grande mostra fotografica di Letizia Battaglia, – spiega – ma naturalmente dipenderà dalle condizioni economiche perché la mostra non avrà più l’affluenza che avevamo ipotizzato e dovremmo allungarla nel tempo, con un aumento dei costi».

PRIMA FASE DI EMERGENZA – Dall’inizio della pandemia, nel settore culturale, Ancona si è attivata all’interno di una rete di capoluoghi di regione che comprende Roma, Milano, Torino, Genova, Venezia, Firenze, Bologna, Cagliari, Napoli, Bari, Palermo. Queste 12 città, attraverso gli assessori alla cultura, hanno ottenuto risultati significativi presso il Ministero, primi fra tutti i decreti Franceschini a tutela delle fasce del mondo dello spettacolo non rientranti nel Fondo Unico dello Spettacolo, e dei lavoratori più fragili del settore. «In questa seconda fase, – spiega l’assessore – si sostiene la necessità di un fondo destinato ai Comuni, vincolato al sostegno diretto all’associazionismo culturale».

Inoltre è stata creata una piattaforma digitale della Mole, capace di ospitare contributi della comunità culturale del territorio (120 contenuti pubblicati nei primi 60 giorni; 60 autori e soggetti coinvolti; 5mila utenti sul sito in un mese), Marche Teatro ha organizzato i Consulti Poetici, sono stati prodotti contenuti online dei Musei Civici ed è stato realizzato il tour virtuale della Pinacoteca, in collaborazione con il dipartimento Distori Heritage dell’Università Politecnica delle Marche. «C’è stato un costante dialogo con le realtà culturali del territorio – conclude Marasca – per costruire un palinsesto, necessariamente incerto, ma forte dello spirito di comunità che lega molti operatori e associazioni della città».