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Ancona

Espulsione Tombolini, l’opposizione abbandona l’aula

M5S, La Tua Ancona, SEL -Ancona Bene Comune, PdL dicono: «Tombolini ha reagito energicamente in seguito all’ennesimo sopruso di questa Amministrazione»

Il consigliere Tombolini nel momento dell'espulsione dal consiglio comunale dorico

ANCONA – I gruppi consiliari di opposizione (M5S, La Tua Ancona, SEL-Ancona Bene Comune, PdL) hanno lasciato il consiglio in segno di solidarietà a Tombolini, espulso stamattina durante la seduta del consiglio comunale a Palazzo degli Anziani. Aldilà del comportamento personale di Tombolini, consigliere della lista civica 60100, i gruppi di opposizione hanno abbandonato l’aula per «l’assenza di un clima sereno e trasparente senza il quale è divenuto impossibile, per i consiglieri di opposizione, esercitare in modo costruttivo il mandato elettorale conferito dai cittadini».

Dopo mezz’ora di urla e proteste per una risposta mai arrivata a una sua interrogazione sull’ascensore del Passetto, questa mattina Tombolini è stato espulso. Il presidente del consiglio Simone Pelosi ha chiesto l’intervento dei vigili urbani per fare allontanare il consigliere da Palazzo degli Anziani dove era in corso la seduta del consiglio comunale. È la prima volta che accade un fatto del genere e, dopo l’intervento dei vigili, l’esponente di 60100 si è allontanato spontaneamente per non rischiare una denuncia per resistenza a pubblico ufficiale.

«Il consigliere Tombolini – denunciano i gruppi di opposizione – ha reagito energicamente in seguito all’ennesimo sopruso di questa amministrazione, che incurante delle leggi e dei regolamenti, ha omesso di rispondere ad una sua interrogazione sull’ascensore del Passetto, presentata già in occasione del precedente consiglio comunale (16 giugno) e rimasta inevasa. In questi quattro anni di consiliatura si sono verificati molteplici episodi analoghi, in cui tutti i gruppi consiliari di opposizione hanno visto calpestati i propri diritti: questa amministrazione omette di rispondere e quando lo fa sovente provvede con riscontri lacunosi quando non sottoscritti dagli assessori competenti, non garantendo la trasparenza della attività amministrativa».