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Ancona

Verso l’esame di terza media, uno studente: «Avrei preferito la tesina, così sembra la maturità»

Il giovane studente delle scuole medie Donatello dell'Istituto Comprensivo Cittadella Margherita Hack di Ancona ci ha raccontato l'emozione in vista dell'esame a conclusione dei tre anni di scuola segnati dalla pandemia

scuola, classe, banchi

ANCONA – Prenderanno avvio questa settimana le prove scritte dell’esame di terza media. Un banco di prova per tanti studenti marchigiani che, dopo due anni di pandemia che hanno stravolto lezioni ed esami, vedono il ritorno a un impianto più tradizionale sulla scorta di quello che c’era in epoca pre-Covid.

Lorenzo, studente anconetano verso l’esame di terza media

Finite le lezioni il 4 giugno, appena una settimana dopo, gli studenti si dovranno già cimentare con le prime prove scritte, ovvero italiano e matematica, per poi passare subito dopo agli orali: prima della pandemia erano tre le prove scritte, oltre ad italiano e matematica c’era anche quella di lingua straniera, convertita in orale.

A preoccupare, oltre allo scritto di matematica, visto dalla maggior parte degli studenti come uno spauracchio rispetto al tema di italiano, ci sono le prove orali. «Avrei preferito la tesina come l’anno scorso, così sembra un esame di maturità più che di terza media» racconta Lorenzo, studente delle scuole medie Donatello dell’Istituto Comprensivo Cittadella Margherita Hack di Ancona.

Il giovane anconetano, che inizierà gli esami il 9 e 10 giugno con le due prove scritte, per poi passare agli orali il 17 giugno, osserva che alcuni studenti avrebbero preferito anche quest’anno la tesina visto che le lezioni, pur se si sono svolte sostanzialmente in presenza (in dad solo per positività), sono state comunque segnate dalla pandemia.

Una generazione, quella di Lorenzo, che si è trovata a frequentare i tre anni di scuole medie stravolti a causa del Covid. Cosa ti resterà di questi ultimi tre anni? «Be’, ricorderò le lezioni seguite attraverso il computer, lontano dai miei compagni di scuola, e il compleanno festeggiato a casa, giocando a ping pong sul tavolo della cucina».

Come ti appresti ad affrontare l’esame, ti senti preparato? «Un po’ di timore e di emozione per l’esame c’è, ma sono anche tranquillo perché mi sono impegnato tutto l’anno e mi sento preparato».

L’auspicio della mamma, Monica Beltutti, è quello che, avendo svolto le lezioni in presenza, a differenza dei due anni precedenti, «questi mesi trascorsi in classe possano permettere ai ragazzi di fare un buon esame: avevano bisogno di tornare a studiare insieme e a di frequentare le lezioni in classe».