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Ancona

Eros Giardini misura il termometro dell’Anconitana

La festa nell'ultima casalinga con i Portuali, le speranze di un futuro roseo, le vecchie glorie e i tanti bambini delle scuole calcio. Giardini analizza il momento in casa Anconitana lasciandoci aneddoti e previsioni

Una bella immagine dei bambini delle scuole calcio presenti al Del Conero

ANCONA- L’ultimo Anconitana Portuali al Del Conero ha portato nell’impianto anconetano illustri presenze del passato e speranze per il futuro. Le vecchie glorie dell’Ancona, unite alla carica dei tanti bambini delle scuole calcio presenti hanno regalato al pomeriggio dorico un tocco di magia fondamentale per guardare avanti con grande ottimismo. Ad analizzare la situazione, misurando il termometro dell’ambiente biancorosso, è il leader dei Clubs Uniti Biancorossi Ancona Eros Giardini:

«È stato bellissimo. Devo confessarti che entrare al Del Conero e vedere quella fiumana di bambini e ragazzi mi ha veramente emozionato. Sapere che quel arcobaleno di colori rappresenta il futuro del biancorosso mi ha restituito la voglia di credere al nostro futuro. E poi i tanti ex giocatori che hanno albergato nella Dorica, Remo Gaetti, Renato Bizzarri, Gigi Simoni, l’amatissimo Gigi, hanno dato corpo ad un passato che non deve essere vissuto nostalgicamente, ma come proiezione per un futuro roseo. Se così tanti addetti ai lavori ci amano ancora un perchè ci sarà»

Le vecchie glorie biancorosse con il presidente Stefano Marconi

Tante le vecchie glorie presenti da Gigi Simoni ad Andrea De Falco passando per tanti altri come Palì Giampaoli, Remo Gaetti e Toni Vettore di cui Giardini conserva, gelosamente, un aneddoto: «L’ho visto due anni fa a Salò, in occasione della partita con il Feralpi, e pranzare con lui era stata una tempesta di ricordi. Il mio aneddoto? Beh, lo chiamavo scapecciò per via dell’enorme massa di capelli che aveva. Ora lo chiamerei… You Brinner»

Ed è stata anche l’occasione di parlare di futuro dell’Anconitana, del tema fusione e di tanti altri aspetti: «È un tema che appassiona la città. Capisco chi dice che la fusione potrebbe provocare rischi di contaminazione, ma io francamente penso che per arrivare alla categoria che ci compete ogni sofisma debba essere un attimino messo da una parte. Abbiamo molti altri esempi in cui fusione ha sortito immediati effetti e non mi sembra che le altre piazze abbiano storto il naso più di tanto. Mi adeguerò ovviamente a quel che in effetti accadrà, ma la mia età, non più fanciullesca, ha il suo peso. Vorrei rivedere la mia gradinata di nuovo persa in un brulichio di bandiere biancorosse. Ce la farò?»