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Ancona

Eliantonio (FdI-AN): «Serve un regolamento per il rilancio della movida»

Per il segretario comunale Fratelli d’Italia-AN, «Ancona ha bisogno di un choc, di una rivoluzione totale». Necessario per il politico un tavolo permanente di coordinamento e di programmazione

ANCONA – «Locali che chiudono, piazze che muoiono, autorizzazioni negate, tavolini proibiti, rinuncia ad eventi e manifestazioni. Viene da sorridere quando si parla di movida ad Ancona». Così Angelo Eliantonio, segretario comunale Fratelli d’Italia-AN, per cui «il concetto di movida è un’altra cosa e nella nostra città non c’è mai stato per volontà politica delle amministrazioni guidate dal centrosinistra anconetano che hanno ucciso con ferocia il commercio e lo spirito di iniziativa nel centro storico, perché incapaci di creare una comunità accogliente e di farla diventare riferimento dell’area metropolitana, della provincia e della regione dal punto di vista turistico. Inutile ricordare le ultime chiusure e gli ultimi divieti in ordine di tempo come il caso Mamare, ancor più inutile è ribadire l’inadeguatezza della giunta Mancinelli di fronte a tutto questo. Ancona ha bisogno di uno choc, di una rivoluzione totale che passi dall’istituzione di un regolamento specifico per il rilancio della movida».

Angelo Eliantonio, segretario comunale Fratelli d’Italia-AN

Il pacchetto di proposte alle quali Fratelli d’Italia-AN sta lavorando conterrà alcune linee guida. Innanzitutto l’istituzione di un tavolo permanente di coordinamento e di programmazione composto «dagli assessorati alle Politiche giovanili, al Turismo, al Commercio, alla Mobilità, alla Sicurezza e all’Ambiente, dalle associazioni di categoria e dalle associazioni giovanili accreditate». L’obiettivo è: «mettere insieme imprenditori, proprietari e gestori di locali, dj, operatori della cosiddetta movida anconetana avvicinandoli all’amministrazione comunale per avviare un percorso nuovo di collaborazione e sinergia e per rilanciare un settore che spesso fa i conti con tanti problemi burocratici e spesso entra in guerra con i residenti».

Poi sono necessarie «nuove norme relative alle attività musicali svolte nei pubblici esercizi, riuscendo così ad ampliare l’offerta della musica live. In questa città i locali vengono vissuti come un problema, mentre non ci si rende conto di quale grande circuito lavorativo e occupazionale c’è dietro. La prossima amministrazione comunale dovrà puntare proprio sulle imprese e noi con questa proposta vogliamo riaccendere l’attenzione su alcuni aspetti che negli ultimi anni non sono stati presi nella giusta considerazione, ma dai quali può dipendere il futuro di un’intera città». Importante anche «agevolare con una logica premiante le imprese che operano nel campo del commercio, intrattenimento, svago, ristorazione e servizi al turismo ad intraprendere e ad investire con fiducia. I costi di gestione, tra affitti e tasse comunali sono molto alti. L’obiettivo è quello di indurre gli operatori a ricreare, dopo un periodo innegabile di buio, una movida di qualità che preveda sgravi fiscali, uno sconto sulle tasse comunali, procedure agevolate per quanti riescano a distinguersi, per qualità dell’offerta e per innovazione della proposta commerciale, riuscendo così a rilanciare il sano divertimento in città».

Tra i punti anche l’istituzione di appuntamenti fissi dando continuità alle iniziative, «basta singoli eventi una tantum. L’esperimento dell’apertura alla gente dell’area del porto storico solo grazie alla testardaggine e all’insistenza dell’Associazione Vista Mare e non dell’amministrazione Mancinelli, è bene ricordarlo, funziona proprio perché è diventato l’appuntamento estivo fisso e immancabile per gli anconetani. L’assenza di visione e di programmazione di questa giunta ha però portato alla concentrazione degli eventi esclusivamente nella zona del porto svuotando le altre zone del centro. Ancona deve essere polivalente e policentrica, con appuntamenti fissi in una zona a rotazione tra Porto antico, Piazza del Papa, spina dei corsi e Passetto». Infine, ma non meno importante, il coinvolgimento dei giovani, fruitori principali della movida, «nei processi progettuali e decisionali destinati al rilancio dell’intrattenimento. Il tutto naturalmente nel rispetto dei diritti dei residenti e con un’amministrazione comunale capace di prendere in mano le iniziative invece di boicottarle, accompagnandole intelligentemente e con il buon senso al loro corretto successo. È fin troppo miope non rendersi conto che di fronte alle poche occasioni di rilancio economico che ci sono rimaste, quella dell’intrattenimento, del turismo e dell’essere attrattivi, sarà forse l’unica opportunità veramente rimasta per l’Ancona che verrà».