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Ancona

Le Marche al centrodestra, vittoria epica di Acquaroli: «Una grande soddisfazione» 

Il neo presidente, con il 49,12% di consensi, stacca di quasi 12 punti l'avversario di centrosinistra che si ferma al 37,29. A festeggiare la vittoria ad Ancona ieri è arrivata Giorgia Meloni

Francesco Acquaroli e Giorgia meloni

ANCONA – «Da domani mattina (martedì 22 settembre, ndr) inizieremo tutti insieme per costruire una visione comune e inclusiva per dare ai marchigiani le risposte che da anni attendono». Sono le prime parole di Francesco Acquaroli all’esito dello scrutinio che lo ha incoronato governatore della Regione. L’uomo della Meloni, si piazza al 49,12% (dato definitivo relativo a 1.576 sezioni su 1.576) staccando di quasi 12 punti l’avversario Maurizio Mangialardi (centrosinistra) che si ferma al 37,29%, Una vittoria schiacciante, già preannunciata dai sondaggi.
Gian Mario Mercorelli (Movimento 5 Stelle) non sfonda l’8,64%, Roberto Mancini (Dipende da Noi) arriva al 2,30%. Più indietro Fabio Pasquinelli (Lista Comunista! Per le Marche) con l’1,41%, Sabrina Paola Banzato (Vox Italia-Marche) allo  0,56%, Anna Rita Iannetti (Movimento 3V Libertà di scelta) arriva allo 0,54%, mentre Alessandra Contigiani, (Riconquistare l’Italia) si ferma allo 0,16%.

Giorgia Meloni e Francesco Acquaroli sotto l’Arco di Traiano, dove avevano dato avvio alla campagna elettorale il 25 giugno scorso

Per affiancare Acquaroli nella vittoria, che segna una svolta storica nelle Marche, dopo 50 anni di amministrazioni di centro e centrosinistra, è arrivata anche la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni. Dal 1970 si sono succeduti 4 presidenti democristiani (Serrini, Tiberi, Ciaffi e Giampaoli), 2 socialisti (Massi e Recchi), 2 dem (D’Ambrosio, dell’allora Pds, e Ceriscioli del Pd) e un esponente della Margherita (Spacca). «Una vittoria della disponibilità di dare una nuova possibilità alle Marche – ha detto Acquaroli – , una regione che si era piegata su se stessa». 

Secondo Acquaroli, le Marche «hanno perso la capacità di credere in se stesse e il senso del suo programma di lavoro va proprio in direzione del «recupero della fiducia dei marchigiani». Parlando del centrosinistra, che passa in minoranza in Consiglio regionale ha annunciato di voler aprire un dialogo, utile «a ricostruire profondamente il territorio». Il nuovo governatore ha ringraziato i giovani e i candidati che si sono impegnati e spesi fino all’ultimo al suo fianco, «una grande squadra che ha permesso di riportare la politica al suo ruolo prioritario: essere strumento per la crescita dei territori». Infine ha rimarcato il dato relativo all’affluenza che dimostra «una grande adesione al voto, una partecipazione senza precedenti». «In tanti che non lo avevano mai fatto, questa volta hanno votato per il centrodestra e questo ci responsabilizza ancora di più».

«Sono molto felice per la vittoria di Acquaroli nelle Marche, una roccaforte della sinistra, e per l’affermazione di Fratelli d’Italia – ha dichiarato Giorgia Meloni – : sono due elementi che messi insieme fanno una giornata molto felice per me». Secondo la leader di Fratelli d’Italia, il suo partito ha «oggettivamente fatto la sua parte» e «rappresenta un bel valore aggiunto». La Meloni ha ringraziato «tutti i candidati che hanno corso per il centrodestra in questa competizione», augurato buon lavoro a «Luca Zaia e Giovanni Toti, che hanno dimostrato con i loro risultati di aver ottimamente governato in questi anni». Poi ha aggiunto «porteremo il buon governo anche nelle Marche, ma ovviamente ringrazio anche Raffaelle Fitto, Stefano Caldoro e Susanna Ceccardi per questa campagna elettorale bella, nella quale gli altri stavano con un sistema di potere, la clientela, le promesse e le minacce e noi parlavamo di come si possono affrontare e risolvere i problemi della gente».

Il presidente Francesco Acquaroli

Il neo presidente, dopo il risultato emerso dalle urne, si è recato in Regione, a Palazzo Leopardi, dove ha incontrato i giornalisti nella sala stampa allestita nella sede del Consiglio regionale. Qui ha ringraziato il personale che ha lavorato alacremente per la maratona dell’Election Day, ma ha anche anticipato uno scorcio sulle priorità del nuovo esecutivo: Ricostruzione; impegno per superare la crisi economica; una riforma sanitaria rispondente, con equilibrio, alle esigenze di tutti i territori; lavoro; dialogo forte con il mondo produttivo, l’associazionismo professionale e le parti sociali. «Sarà un dialogo importante per tutta la regione – ha detto -, che sottolineerà lo spirito con cui ci approcciamo a parlare con i cittadini, convinti che, i prossimi, saranno cinque anni avvincenti. Anni sicuramente difficili, perché difficile è la situazione generale. Ma siamo convinti che quando si agisce per recuperare un rapporto e rilanciare una visione, saranno in tanti a darci una mano».

Infine ha rivolto il suo ringraziamento ai marchigiani «che ci hanno sostenuto e spinto, che hanno voluto puntare su un cambiamento, testimoniato dalla crescita dell’affluenza alle urne e dal voto che, per la prima volta, hanno voluto darci. Ci sentiamo responsabili e vogliamo mostrare loro tutta la nostra responsabilità con il nostro impegno e il nostro lavoro».

Il competitor Mangialardi ha detto: «Sapevo che la missione sarebbe stata complicata, partivamo da un meno venti delle elezioni europee ma il centrosinistra ce l’ha messa tutta – ha esordito il sindaco uscente di Senigallia -. Posso garantire di non aver lasciato nulla di intentato, ci sono state della difficoltà, è vero. Quali? Su tutte la gestione della sanità e del terremoto». 

Duro il commento della sindaca di Ancona, Valeria Mancinelli, che ha asfaltato il suo partito. Per la Mancinelli l’esito restituito dalle urne, mostra chiaramente come «il centrosinistra vince dove concorrono almeno due dei tre seguenti fattori essenziali: un governo regionale percepito come efficiente e vicino alle persone, un radicamento politico e sociale nel territorio ancora forte, un candidato presidente dalla personalità forte e riconosciuta e perciò capace di attrarre consensi rilevanti anche fuori del tradizionale perimetro del centro sinistra. Nelle Marche non c’era nessuno di questi 3 ingredienti e abbiamo perso». Ma per la Mancinelli anche il dato nazionale, se «pur moderatamente positivo, non cancella anzi l’esigenza urgente di una radicale rigenerazione dell’intero campo progressista, per rimettersi in sintonia con i bisogni e le domande del Paese reale».

«Ha prevalso la voglia di cambiare e deleteria è stata la corsa solitaria del Movimento 5 Stelle. Con la vittoria in Campania, Toscana e Puglia si rafforzano Nicola Zingaretti e il Pd, ma rimane il grande rammarico per le Marche. Se i 5 Stelle avessero fatto l’alleanza, che abbiamo cercato fino all’ultimo, avremmo vinto la quarta Regione. Dobbiamo guardare avanti e ripartire». È il commento del sindacodi Pesaro Matteo Ricci, in attesa dei dati ufficiali. «Un grazie a Maurizio Mangialardi per il grande sforzo generoso. Ha recuperato tanto, ma non è stato sufficiente. In bocca al lupo al presidente Acquaroli, nell’interesse dei marchigiani».

Il presidente Francesco Acquaroli, raggiante in Regione, dopo l’esito delle urne

Acquaroli lascia il suo posto alla Camera, dove sarà Lucia Albano, insegnante di San Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno) a prendere lo scranno lasciato dei deputati, visto che l’ex sindaco è diventato presidente della Regione Marche, una carica incompatibile con quella di parlamentare. Albano è la prima dei non eletti nella lista di Fratelli d’Italia.

IL RISULTATO DEI PARTITI

Nonostante abbia vinto in maniera netta il centrodestra nelle Marche, il Pd si conferma il primo partito nella regione con il 25,10%, seguito dalla Lega che si piazza al 22,39%, attestandosi sul podio insieme a Fratelli d’Italia, che raggiunge il 18,66% ed è il terzo partito nelle Marche. Il Movimento 5 Stelle si piazza al quarto posto con il 7,12%, seguito da Forza Italia con il 5,89%. Italia Viva ottiene il 3,17%, mentre Rinasci Marche il 2,77%. Popolari Marche- Unione di Centro si attesta al 2,26%, Civitas-Civici per Acquaroli di Mattei allo 2,08%, mentre la lista Mangialardi Presidente è allo 2,07%, Dipende da noi all’1,90% e Le nostre Marche all’1,87%. Marche Coraggiose, nata dall’unione di Articolo Uno ed ex pentastellati, Maggi e Pergolesi, arriva all’1,49%, seguita da Lista Comunista all’1,31%. Il Movimento per le Marche della Silvestri segna lo 0,92%, Vox Italia Marche è allo 0,47%, mentre il Movimento 3V-Libertà di scelta si ferma allo 0,43% e Riconquistare l’Italia – Fronte Sovranista non sfonda lo 0,10%