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Ancona

Elezioni regionali, Mangialardi e Montesi sparano a zero su Acquaroli

Il candidato per il centrosinistra contesta il "modus operandi" del centrodestra; mentre il coordinatore di Articolo Uno tira in ballo la cena ad Acquasanta Terme dell'ottobre scorso per commemorare la Marcia su Roma. Ecco cosa dicono

Urne

ANCONA – Si scatena la polemica politica all’indomani della conferma della candidatura di Francesco Acquaroli per la corsa alla presidenza della Regione nella coalizione del centrodestra. Una conferma arrivata dal tavolo nazionale di ieri al quale hanno preso parte i leder Matteo Salvini della Lega, Giorgia Meloni di Fratelli d’Italia e Silvio Berlusconi di Forza Italia. Una trattativa durata mesi, dopo che la candidatura del deputato di Potenza Picena era già stata ufficializzata da Meloni nel dicembre scorso, anche se la Lega aveva fin da subito frenato nell’intenzione di far valere il suo peso all’interno della colazione. Ma alla fine la convergenza è arrivata dopo mesi di alti e bassi e dopo che la Lega aveva ventilato la possibilità di far scendere in campo il civico Massimo Bacci, sindaco di Jesi.

Maurizio Mangialardi
Maurizio Mangialardi candidato alla presidenza della Regione Marche per il centrosinistra

A sparare a zero sul “modus operandi” del centrodestra è il competitor Maurizio Mangialardi candidato alla presidenza delle Marche per la coalizione di centrosinistra, sindaco di Senigallia e presidente Anci Marche. «Quello che fa riflettere non è tanto il nome scelto, quanto il modo in cui il centrodestra ha scelto tutti i candidati alle regionali di settembre, a Roma e dopo giorni di trattative – sottolinea Mangialardi -. Noi andiamo avanti per la nostra strada, consapevoli che il nostro principale avversario resta chi guarda alle Marche come a una pedina di scambio».

Massimo Montesi segretario regionale Articolo Uno (in piedi)

Al coro si aggiunge anche Massimo Montesi, coordinatore regionale di Articolo Uno: «Si erigono a salvatori delle Marche ma lo fanno scrupolosamente dalle stanze romane. Da Roma decidono il loro candidato». «Ci spiace dirlo ma da questa destra non accettiamo lezioni di partecipazione, di trasparenza e nemmeno di governo – sottolinea Montesi -. Ci facciano sapere, se ne sono capaci, con quale coraggio vorrebbero assegnare la guida di una Regione ad un candidato che ha praticato la partecipazione solo quando organizzava le cene ad Acquasanta Terme in occasione delle loro squallide celebrazioni della marcia su Roma. Questi rigurgiti revisionisti non passeranno nelle Marche – conclude – non possiamo permettere di calpestare in questo modo la nostra Carta Costituzionale e la nostra storia».

Francesco Acquaroli candidato alla presidenza della Regione Marche per il centrodestra e Giorgia Meloni

La cena a cui si riferisce Montesi è quella del 28 ottobre scorso alla quale presero parte il parlamentare marchigiano Francesco Acquaroli e il sindaco di Ascoli Piceno Marco Fioravanti. La notizia era apparsa il giorno dopo (29 ottobre) su Repubblica. A suscitare polemiche l’immagine di Mussolini stampata nel menù che ha circolato durante la cena, ma anche la data stessa della cena: il 28 ottobre in cui si ricorda l’ingresso dei militanti fascisti nella capitale, la cosiddetta Marcia su Roma.

Sono queste le ragioni che hanno acceso la polemica feroce, fra Pd e Fratelli d’Italia. Una polemica alla quale il parlamentare di Potenza Picena aveva replicato spiegando che non si era fermato a cena e che l’invito era arrivato quale «occasione di approfondimento delle problematiche del Piceno».