Primo trimestre 2019: saldo negativo tra aperture e chiusure. Export in crescita del 5,8%

Sulla base dei dati diffusi dall’Istat relativi al valore delle esportazioni, il buon risultato regionale è stato ottenuto grazie alla provincia di Pesaro e Urbino. In calo i numeri in quella di Ancona

ANCONA – Secondo i dati Movimprese, al 31 marzo 2019 le imprese registrate nelle Marche sono 168.755, l’1,1% in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente; il tasso di variazione è negativo anche se raffrontato con la fine del 2018 (-0,08%). La situazione non cambia se si analizzano le imprese attive che al 31/3/2019 sono 149.475, l’1,2% in meno rispetto al 31 marzo dell’anno precedente. Nei primi tre mesi del 2019 le iscrizioni sono state 2.875 a fronte di 4.323 cessazioni; il dato è leggermente migliore rispetto a quello del primo trimestre 2018 sia sul fronte delle iscrizioni, aumentate di 82 unità, che delle cessazioni, diminuite di 56 unità; resta comunque il saldo negativo totale.

Sulla base dei dati provvisori diffusi dall’Istat relativi al valore delle esportazioni italiane nel primo trimestre dell’anno in corso, le Marche fanno rilevare una crescita pari a +5,8% rispetto allo stesso periodo del 2018. I dati di dettaglio delle province marchigiane consentono di individuare nella provincia di Pesaro e Urbino l’impulso determinante per il favorevole risultato regionale.

La provincia pesarese, con 827,3 milioni di euro di esportazioni nel primo trimestre di quest’anno, ha un incremento tendenziale di +35,6%, che da solo è sufficiente a compensare le variazioni tendenziali negative delle province di Ancona, con 933,6 milioni di euro di export in avvio d’anno e un decremento tendenziale contenuto, pari a -1,4%, di Ascoli Piceno, 564,1 milioni di euro in calo del -3,0%, e di Fermo 300,2 milioni di euro in diminuzione rispetto al primo trimestre del 2018 di -8,6%. Un ulteriore contributo positivo alla crescita regionale proviene anche dalla provincia di Macerata, che con una crescita del +2,2% porta a 422,2 milioni di euro il valore delle esportazioni.

Alla data del 15 aprile 2019 le Marche contano 366 start up innovative. In termini assoluti la loro presenza nel tessuto imprenditoriale marchigiano è quindi modesta, tuttavia un migliore indicatore è dato dal rapporto percentuale tra il numero delle start up innovative e le nuove società di capitale (costituite da non più di cinque anni, con ultimo fatturato dichiarato inferiore a 5 milioni di euro e in stato attivo). Per le Marche il valore è di 3,81%, contro una media nazionale pari a 2,75%. Su questa base le Marche sono la quarta regione in Italia, dietro alla Valle d’Aosta (5,25%), al Trentino-Alto Adige (5%) e al Friuli-Venezia Giulia (4,86%). I dati ancor più recenti indicano che le attività economiche che raccolgono il maggior numero di start up innovative nelle Marche sono la produzione di software e consulenza informatica (81), la ricerca scientifica e sviluppo (46) e le attività dei servizi di informazione e altri servizi (32).

«Nel complesso – spiega la Camera di Commercio delle Marche – queste attività aggregano il 45,3% delle start up innovative regionali. Si tratta di attività di grande rilievo, da considerare potenzialmente di importanza strategica per lo sviluppo dell’economia regionale. Occorre tuttavia aggiungere che per molte start up innovative marchigiane non sono disponibili informazioni sulla classe di produzione (30,8%) e sulla classe di addetti (55,3%). Non è dunque possibile valutarne correttamente l’effettiva capacità produttiva».

Ieri, martedì 23 luglio, ad Ancona, sono stati presentati i nuovi bandi attivati a favore delle imprese messi in campo dalla Camera di Commercio delle Marche. Diversi i settori toccati da queste opportunità: dall’internazionalizzazione al turismo, dall’orientamento alla digitalizzazione.