Contraffazione, Schiavoni (Confindustria): «Le aziende minate e le Marche molto esposte»

L’Italia è il paese europeo che paga il prezzo più alto. Il fatturato illecito è quantificato in oltre 7 miliardi di euro (fonte Censis). L'associazione degli industriali marchigiani in prima linea con i giovani. Coinvolti 200 ragazzi degli istituti superiori della provincia di Ancona

Un momento dell'incontro con gli studenti sul tema della contraffazione

ANCONA – L’Italia è il Paese europeo che paga il prezzo più alto. Il fatturato illecito è quantificato in oltre 7 miliardi di euro, altrettanti di perdite erariali e oltre 100.000 posti di lavoro sottratti all’occupazione legale (Fonte Censis). Questi i numeri del falso nel Bel Paese. Per sensibilizzare e informare i giovani sulla questione Confindustria Marche ha organizzato una serie di iniziative rivolte agli studenti.

Ieri sera, giovedì 7 novembre, una di queste. Sala gremita nella sede di Confindustria ad Ancona per “Tutto ciò che sto per dirvi è falso”, evento-spettacolo organizzato e promosso dal gruppo tecnico Made in di Confindustria in collaborazione con Confindustria Marche, Ufficio Scolastico Regionale per le Marche e Adi-Associazione per il Design Industriale e rivolto agli studenti delle scuole superiori della provincia di Ancona.

Obiettivo dell’incontro contribuire a fare cultura proprio tra i più giovani su una piaga del nostro mondo: la contraffazione e l’italian sounding che arrecano seri danni non solo all’economia e al sistema produttivo italiano, ma anche alla salute delle persone, alla dignità umana e all’ambiente.

«Le Marche rappresentano una delle regioni più manifatturiere di Italia, fortemente caratterizzate dai settori del Made in Italy e quindi maggiormente esposte all’impatto negativo della contraffazione – ha detto Claudio Schiavoni, presidente Confindustria Marche nel suo discorso di benvenuto – I prodotti delle Marche si sono contraddistinti nel tempo e nei mercati per qualità, originalità, design in moltissimi settori che ancora rappresentano una eccellenza del nostro Paese: dalla calzatura all’abbigliamento, alla meccanica e all’elettrodomestico, fino all’agroalimentare. Le nostre potenzialità di crescita vengono oggi fortemente minate da un crescente livello di contraffazione che non viene sufficientemente percepito: un danno reale ed effettivo da contrastare a tutti i livelli».

«Ogni euro di prodotto contraffatto che voi acquistate finisce nella mani della malavita organizzata». Così Paolo Bastianello, presidente del Gruppo Made In ha introdotto il tema della contraffazione agli oltre 200 ragazzi provenienti dagli Istituti Scolastici della provincia di Ancona.

Che prosegue. «E voi giovani siete i più esposti perché siete i più tolleranti all’acquisto di prodotti contraffatti: il 41% di voi ritiene accettabile acquistare prodotti contraffatti e il 15% in età tra 15 – 24 anni sostiene di aver acquistato consapevolmente prodotti contraffatti. Ecco perché oggi siamo qui a parlare con voi, utilizzando linguaggi diversi e più coinvolgenti: perché vogliamo cambiare la cultura».

«Oltre ai numeri, già di per sé significativi, l’utilizzo di prodotti contraffatti mette a rischio anche la vostra salute – ha detto nel suo saluto Gino Sabatini, presidente della Camera di Commercio Unica – La contraffazione è materia delicatissima che porta danni economici, perdita di posti di lavoro a causa della concorrenza sleale e danni alla salute». E ha esortato i ragazzi a “essere curiosi sempre, e a cercare il perché delle cose».

«Dotatevi di intelligenza critica – ha aggiunto il direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale Marco Ugo Filisetti – Non siate gregge che va al massacro al latrato dei cani, ma siate squadra nella quale svolgere il vostro ruolo attivo all’interno della comunità in cui vivete. Un plauso a Confindustria che si è impegnata concretamente sul tema e ha reso possibile la partecipazione di così tanti ragazzi ad un evento davvero importante: come Ufficio Scolastico Regionale daremo seguito a questa giornata per non disperdere il prezioso patrimonio di informazioni che abbiamo ricevuto».

Al centro dell’incontro lo spettacolo teatrale di Tiziana De Masi “Tutto ciò che sto per dirvi è falso” che ha sensibilizzato i ragazzi sul tema della contraffazione usando il linguaggio scenico, delle parole ma anche delle immagini e de suoni. Parola chiave dello spettacolo, è stata la curiosità, come già anticipato dal presidente Sabatini.

L’evento si è concluso con una tavola rotonda a cui hanno partecipato l’assessore regionale alla legalità Fabrizio Cesetti, il Maggior Vito Manna della Guardia di Finanza e due testimonianze imprenditoriali: quella di Maily Nguyen dell’azienda Premiata di Montegranaro e Gianfranco Tonti dell’azienda IFI di Tavullia.
Dalle provocazione di Cesetti “vietiamo la vendita di medicinali via internet” alla richiesta di Manna “aiutateci voi a contrastare il fenomeno della contraffazione evitando ci comprare prodotti contraffatti, che fa l’altro costituisce un reato perché prevenire è sempre meglio di curare”, il dibattito ha posto l’accento su alcuni casi concreti di contraffazione subiti dalle due aziende, sia in Italia che all’estero.

*Il fenomeno dell’italian sounding consiste nell’attribuire ad un prodotto un marchio il cui “suono” evochi un’origine italiana; il fenomeno interessa prodotti realizzati all’estero i quali, giocando sul “suono” del relativo nome, ingannano i consumatori facendo pensare loro che si tratti di un prodotto Italiano. L’esempio più lampante è quello del Parmesan. A differenza della contraffazione non è legalmente impugnabile e sanzionabile.

I NUMERI DELLA CONTRAFFAZIONE
Valore della contraffazione internazionale (Fonte Ocse)
– 460 miliardi di euro
– 3,3% degli scambi mondiali

Valore della contraffazione in Italia (Fonte Censis)
L’Italia è il Paese europeo che paga il prezzo più alto. Il fatturato illecito è quantificato in oltre 7 miliardi di euro, altrettanti di perdite erariali e oltre 100.000 posti di lavoro sottratti all’occupazione legale.

Settori più colpiti
Abbigliamento, pelletteria e accessori moda: oltre 2 mld di euro, pari al 33,1% del totale
prodotti audio e video del mercato digitale: 2 mld di euro prodotti alimentari, alcolici e bevande: circa 1,5 mld di euro. Parliamo di falsi prodotti Doc o Igp e non di Italian sounding).

Settori in crescita
– dispositivi elettronici, soprattutto cellulari e componenti (circa 1 mld di euro, + 1,5% rispetto al 2015)
– profumi e cosmetici falsi (115 milioni di euro, +6,7%)
– pezzi di ricambio auto (105 milioni di euro, +3,5%)
– giochi e giocattoli falsi (34 milioni di euro, +20,4%).
Stabile rispetto al 2015 il valore di mercato dei farmaci contraffatti (21 milioni di euro)

Cos’è l’Italian Sounding
*Il fenomeno dell’italian sounding consiste nell’attribuire ad un prodotto un marchio il cui “suono” evochi un’origine italiana; il fenomeno interessa prodotti realizzati all’estero i quali, giocando sul “suono” del relativo nome, ingannano i consumatori facendo pensare loro che si tratti di un prodotto Italiano. L’esempio più lampante è quello del Parmesan. A differenza della contraffazione non è legalmente impugnabile e sanzionabile. Ha un fatturato stimato da Federalimentare di 90 miliardi di euro.