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Ancona

Mercatone Uno, i sindacati: «Vogliamo garanzie»

Dopo il presidio davanti al Ministero dello Sviluppo Economico a Roma, Cgil, Cisl e Uil chiedono risposte certe sulla tenuta occupazionale e sulla prosecuzione del rapporto di lavoro, oltre ad avere voce in capitolo sulla vendita della catena

ANCONA – Tenere alta l’attenzione sulla situazione in cui versano gli ex dipendenti del Mercatone Uno rimasti senza lavoro dopo il fallimento della catena di arredamento avvenuto il 24 maggio scorso e sollecitare l’istituzione del tavolo di crisi.

Questi gli obiettivi del presidio che si è tenuto ieri pomeriggio (mercoledì 24 luglio) davanti alla sede del Mise, Ministero dello Sviluppo Economico, a Roma. La manifestazione promossa dalle tre sigle sindacali Cgil Cisl e Uil, ha visto la partecipazione di una nutrita delegazione dei 1800 lavoratori italiani che prestavano servizio nei 55 negozi chiusi dopo il fallimento della Shernon Holding, la società che avrebbe dovuto traghettare la catena di arredamento verso il rilancio del marchio.

Una quarantina i lavoratori partiti dalle Marche alla volta di Roma per far sentire la loro voce e presenziare alla manifestazione che si è svolta dalle 15.30 alle 18.30 circa.

La protesta di Cgil davanti al Mise

Durante la protesta una delegazione è stata ricevuta da una funzionaria del Mise alla quale i rappresentanti dei lavoratori hanno ribadito le loro richieste, chiedendo un tavolo permanente per cercare di trovare una soluzione alla delicata situazione che possa restituire un’occupazione ai lavoratori e studiare il rilancio dell’azienda. Grazie al pressing attuato da sindacati e lavoratori, è arrivata dal Ministero la promessa di un incontro previsto per il prossimo 31 luglio. Tante le questioni sul tavolo, dalle prospettive per i lavoratori, al bando di vendita per trovare un’acquirente e riaprire così i negozi, per arrivare alla necessità di implementare la cassa integrazione dei lavoratori.

La protesta davanti al Mise

«Molti dei lavoratori devono ancora ricevere la cassa integrazione perché il cui pagamento è arrivato a macchia di leopardo – lamenta Loredana Longhin della Filcam Cgil di Pesaro e Urbino – Inoltre ad oggi non abbiamo nessuna garanzia sulla tenuta occupazionale e sulla prosecuzione del rapporto di lavoro». Anche se è stato avviato un bando per la vendita della catena di arredamento, sindacati e lavoratori vogliono «avere voce in capitolo, perché la cassa integrazione durerà solo fino a fine dicembre, una data dietro l’angolo» precisa Longhin che evidenzia anche come in merito alla promessa di incontro formulata dal Ministero non sia arrivata «ancora nessuna nota ufficiale».

Ma le organizzazioni sindacali delle Marche sono in attesa anche di una convocazione da parte del presidente regionale Luca Ceriscioli, dopo l’incontro avuto il 6 giugno scorso al quale aveva preso parte anche l’assessore Loretta Bravi. «La regione Emilia Romagna ha stanziato un sussidio, mentre qui nelle Marche siamo ancora in attesa di avere notizie».

La Cisl manifesta davanti al Mise

Solo alcuni dei lavoratori del Mercatone Uno hanno incassato la prima mensilità della cassa integrazione, relativa al primo periodo successivo al fallimento, ovvero dal 25 al 31 maggio. Una cifra che purtroppo non consente a chi è rimasto senza lavoro di trascorrere notti serene.

Intanto martedì (23 luglio) il Mercatone Uno di Monsano è stato preso di mira dai malviventi che hanno rubato alcuni televisori, cavi di rame e altra merce. Fortunatamente i carabinieri di Jesi hanno bloccato il ladro, uno straniero, e recuperato la refurtiva, ma restano i danni provocati durante il colpo. L’arresto del giovane è stato convalidato questa mattina, giovedì 25 luglio.