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Ancona

Donne vittime di violenza, in crescita i casi

La psicologa e sessuologa Marianna Agostinelli dello sportello di San Biagio di Osimo spiega le dinamiche di questo fenomeno e cosa succede nelle famiglie quando la violenza diventa quotidiana

OSIMO – I casi di violenza sulle donne sono in aumento. Cosa succede nella loro mente e come fare per aiutarle? Lo abbiamo chiesto alla psicologa e sessuologa clinica Marianna Agostinelli. Lei, dallo sportello di via D’Ancona a San Biagio di Osimo, che funziona da monitoraggio e filtro, dove le donne sfogano il loro dolore con difficoltà perché sviluppano subito meccanismi di difesa, cerca di dirottarle al Centro antiviolenza di Ancona con cui collabora.

Qual è il profilo della donna vittima di violenza domestica?
«Hanno in media 40 anni, sono ex professioniste laureate con alle spalle anni di matrimonio e figli, spesso già adolescenti. Si sono accasate e i mariti hanno fatto in modo che non tornassero al lavoro. E nei colloqui emerge dall’atteggiamento di frustrazione».

Marianna Agostinelli

Gli uomini invece?
«Questi uomini cercano di mantenere in pugno la situazione. Hanno molta personalità rispetto alla moglie e prendono il sopravvento nel giro di qualche anno. Ogni decisione è bocciata attraverso la manipolazione verbale e continua ed esercitano una violenza che prima è psicologica e in alcuni casi, solo poi, fisica. Lei lo giustifica dicendo “mi protegge”».

Che ruolo ha la famiglia di origine?
«Spesso quelle donne si sentono dire “uno schiaffo può capitare”, “te la sei cercata”, “hai famiglia e figli, dove vuoi andare”, i familiari tendono a sminuire il problema insomma».

Effettivamente poi si rivolgano al Centro antiviolenza?
«Queste donne hanno l’immagine della propria femminilità alterata e cercano di riappropriarsi del ruolo di femmina, che appunto hanno difficoltà a percepire e, quindi anche a stringere nuove relazioni. Poche di loro si rivolgono al centro dopo il mio consiglio».

I figli?
«I bambini ancora non percepiscono tutto, gli adolescenti, invece, lo respirano e si innestano strane dinamiche. Ad esempio, diventano aggressivi con la madre che si tramuta nel capro espiatorio e manifestano comportamenti fuori dalle righe. Le donne cercano di mantenere l’equilibrio, spesso con grandi prove di coraggio: addirittura una signora mi raccontava che era arrivata a riuscire a capire l’umore del marito da come girava le chiavi della serratura di ritorno a casa dopo il lavoro e di conseguenza mandava o meno i figli a letto prima».