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Ancona

Donne e diritti, le sfide del nuovo anno per Non Una di Meno Transterritoriale Marche

A delineare le sfide che attendono il movimento in questo scorcio del nuovo anno è Marte Manca, attivista dei diritti: «Nelle Marche il maschilismo è ancora forte specie nelle relazionali affettive»

ANCONA – Violenza e parità di genere, accesso alla pillola Ru-486. Sono le sfide che terranno impegnato il movimento per i diritti delle donne Non Una di Meno Transterritoriale Marche in questo nuovo anno. A tracciare il quadro della situazione è Marte Manca, attivista per i diritti. 

Marte Manca, attivista di “Non una di Meno Transterritoriale Marche”

Dopo il femminicidio avvenuto il giorno di Natale a Gradara, dove una donna è stata uccisa dal marito, il movimento evidenzia la necessità di contrastare l’odioso fenomeno. «Nel 2022 non si dovrebbe dare battaglia su questo – afferma – ma la cultura patriarcale è ancora presente nel nostro Paese e la pandemia ha agito da detonatore, accentuando le violenze perpetrate verso le donne, come emerge anche dai dati forniti dalla Regione in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Nelle Marche il maschilismo è ancora forte specie nelle relazionali affettive, tanto che gli autori di maltrattamenti e violenze sono prevalentemente partner o ex partner».

Altro tema caldo quello del diritto alla legge 194 che regola l’aborto. Nei mesi scorsi erano emerse polemiche sul mancato recepimento da parte della Regione Marche delle linee guida ministeriali per l’utilizzo della pillola cosiddetta abortiva (Ru-486) nei consultori. Una battaglia che ha visto Non Una di Meno Transterritoriale Marche in prima linea e sulla quale il movimento assicura che continuerà a dare battaglia per garantire l’autodeterminazione femminile per quanto concerne la maternità.

Accanto a questo, i temi della parità di genere nel mondo del lavoro, dove «la donna insieme ai giovani e ai migranti è tra le fasce pesantemente penalizzate sia per quanto concerne l’accesso all’occupazione sia sul fronte dei salari». Marte Manca fa notare che «per la donna il contratto part-time è una formula quasi obbligata, mentre sul fronte degli stipendi parlerei più di “paghette” che di salario vero e proprio». Senza contare che spesso la donna rappresenta quel welfare che dovrebbe essere garantito dalle Istituzioni tanto che «molte donne proprio durante la pandemia hanno dovuto rinunciare al lavoro per prendersi cura dei familiari». Insomma tante le sfide sulle quali il movimento assicura che terrà alta la guardia.