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Ancona

Divario retributivo

A livello europeo si è calcolato che mediamente 59 sono i giorni che una donna dovrebbe lavorare in più per guadagnare quanto un uomo. Questa disparità si ripercuote, oltreché sulla carriera retributiva, su quella pensionistica

ANCONA – Il gap retributivo è uno dei problemi del mondo del lavoro al femminile. In Europa, mediamente il guadagno delle donne è inferiore a quello degli uomini, circa il 18% in meno. Il divario retributivo di genere è la differenza tra il salario orario medio lordo degli uomini e quello delle donne nell’intera economia dell’Unione, espresso come percentuale del salario maschile. A fare un focus sulla situazione la Cisl Marche. A livello europeo si è calcolato che mediamente 59 sono i giorni che una donna dovrebbe lavorare in più per guadagnare quanto un uomo. Questa disparità si ripercuote, oltreché sulla carriera retributiva, su quella pensionistica.

In Italia, il gap è meno evidente (6,5% rispetto alla media di 16,5% di altri paesi europei)  in quanto ci sono ruoli apicali che le donne non raggiungono. Hanno meno opportunità di accedere e permanere nel mercato del lavoro, nonostante spesso l’elevata formazione, difficoltà di poter svolgere mansioni superiori, di accedere a percorsi di carriera. Le motivazioni di queste discriminazioni riguardano soprattutto la cura nei confronti di figli e di anziani specie non autosufficienti. Le donne sono quindi più spesso relegate al part-time e ad orari flessibili imposti. Inoltre, le donne con un figlio hanno meno probabilità di lavorare di quelle con tre in ben 14 altri paesi europei.

Secondo la Cisl, «per rilanciare e sostenere l’occupazione, in particolare quella femminile occorre ripensare le politiche, le politiche attive del lavoro, le politiche socio-assistenziali e socio-familiari, le politiche di conciliazione. Occorre creare un nuovo equilibrio tra uomini e donne, tra famiglia e lavoro, tra spazio privato e pubblico. Queste sono misure per favorire la ricollocazione delle donne nel mercato del lavoro».