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Ancona

Ditta Baldini, l’onorevole Lodolini porta il caso al Ministro

La questione è sorta dopo la decisione di Autostrade di vietare il transito ai mezzi superiori a dodici tonnellate sul ponte dell'A14 attiguo a quello crollato. Unico accesso alla ditta di Camerano che per questo ha dovuto bloccare la propria attività

CAMERANO – Stamattina hanno incontrato il sindaco di Camerano Annalisa Del Bello e adesso stanno continuando a manifestare in attesa di essere convocati dal Prefetto. Ieri invece sono arrivati fino in Questura con le lettere di licenziamento in mano. Una situazione paradossale quella che coinvolge in prima persona i 15 dipendenti della dittaSandro Baldini” in via Direttissima del Conero a Camerano, il cui accesso è stato bloccato da Autostrade per l’Italia che ha messo il divieto di transito ai mezzi superiori a dodici tonnellate sul ponte dell’A14 a Camerano, attiguo a quello crollato e unico accesso alla ditta.

Anche l’onorevole Emanuele Lodolini, membro della Commissione bicamerale per gli Affari regionali, si sta muovendo per far approdare la questione in Parlamento: «Si tratta di una situazione indubbiamente spiacevole per la quale ho già sentito la sindaca di Camerano e la presidente della Provincia di Ancona. Chiederò l’intervento del Ministero delle Infrastrutture», ha detto. La direzione del settimo tronco Pescara di Autostrade per l’Italia ha interdetto il passaggio di fatto bloccando l’attività dell’azienda nel timore che il ponte non sopporti i carichi eccessivi. Tali mezzi infatti, a pieno carico, arrivano a pesare anche 50 tonnellate. La proprietà dell’azienda che opera da circa cinquant’anni con molti appalti vinti, tra cui quello della demolizione della scuola pericolante di San Ginesio, essendo di fatto impossibilitata a proseguire l’attività, ha inviato sabato scorso le lettere di licenziamento ai propri dipendenti che hanno predisposto un presidio davanti all’ingresso già il pomeriggio di Pasquetta. «Sono pronto a mettere in atto tutte le azioni possibili – continua Lodolini -. Sono a fianco dell’azienda e dei lavoratori e auspico la revoca della decisione o almeno la sospensione della stessa auspicando un veloce collaudo da Autostrade per l’Italia per risolvere la questione e scongiurare che 15 famiglie restino senza lavoro».