Disinquinare e proteggere il mare: al Porto Antico l’iniziativa Moby Litter

Ideata dall’Università Politecnica delle Marche in collaborazione con la Garbage Service srl, si è tenuta ieri presso la banchina 1 dello scalo dorico, è stata ed ha anticipato Sharper la notte europea dei ricercatori in programma questo pomeriggio, venerdì 27 settembre

ANCONA- Un’imbarcazione ecologica che raccoglie i rifiuti presenti in mare, un rimorchiatore antinquinamento e attività di ricerca per sensibilizzare la cittadinanza su un tema molto attuale: quello dell’utilizzo della plastica. Ieri (26 settembre), al Porto Antico con l’iniziativa “Moby Litter, disinquinare e proteggere il mare”, l’Università Politecnica delle Marche in collaborazione con la Garbage Service srl, ha anticipato Sharper la notte europea dei ricercatori in programma questo pomeriggio, venerdì 27 settembre. Il Dipartimento di Scienze della Vita e dell’Ambiente dell’Univpm, da anni impegnato in progetti internazionali per studiare gli effetti della plastica e delle microplastiche in mare, ha mostrato alle persone presenti alcune attività di ricerca.

«La plastica in mare costituisce prima di tutto un problema ambientale per l’ecosistema marino: le balene possono mangiare plastica, i delfini rimangono imbrigliati nelle reti di plastica ecc… Noi siamo i consumatori finali, mangiamo il pesce che peschiamo: i contaminati, le sostanze che vengono veicolati dalla plastica all’interno degli organismi rischiano di finire nei nostri piatti- afferma la Prof.ssa Stefania Gorbi dell’Univpm-. Queste iniziative servono per sensibilizzare la popolazione, per cercare di consumare meno plastica, soprattutto quella usa e getta».

Plastica rinvenuta in spiaggia

Nello stand dell’Univpm sono messi ben in mostra i rifiuti di plastica rinvenuti in spiaggia. «Troviamo spesso i bastoncini cotton fioc in quanto, se scaricati nei wc non sempre il sistema di trattamento riesce a trattenerli- spiega il ricercatore Carlo Giacomo Avio-. Molto spesso si trovano anche dei piccoli pellet rotondi, materiale che viene utilizzato per realizzare oggetti di plastica, come le bottiglie. Le nostre spiagge possono contenere queste particelle, difficilmente visibili perché assomigliano a frammenti di sabbia».

Cotton fioc e frammenti di pellet

Esposti ci sono anche prodotti per la cura del corpo come scrub e smalti. «Negli esfolianti e all’interno di smalti con i glitter potrebbero esserci polveri molto sottili di particelle sintetiche. Quando ci laviamo questo materiale finisce nel sistema fognario e se non trattato adeguatamente finisce nell’ambiente- riferisce il ricercatore-. Vogliamo sensibilizzare le persone su una scelta consapevole del prodotto».

Il Pelikan

Il pubblico che ha partecipato all’iniziativa ha potuto visitare le imbarcazioni presenti. Per disinquinare e pulire gli specchi acquei chiusi (porti, laghi e fiumi) c’è Pelikan, il battello ecologico della Garbage Service Srl, azienda leader nel campo dei Servizi Ecologici Portuali. Si tratta di una barca dotata di tecnologia avanzata, specializzata nella raccolta dei rifiuti marini solidi, liquidi e semi sommersi, realizzata in partnership con il cantiere anconetano CPN.

I rifiuti recuperati dal Pelikan

Quali rifiuti si trovano nel porto di Ancona? «Generalmente troviamo rifiuti solidi quindi plastica, legna, polistirolo. Capita anche di trovare rifiuti liquidi come macchie di gasolio, nafta» dice Giovanni Sabatino, comandante Pelikan.

Il rimorchiatore Esino

Attraccato alla banchina 1 anche Esino, il rimorchiatore antinquinamento. «Ci occupiamo di recuperare sostanze inquinanti come il petrolio grezzo perso dalle barche. Inoltre, controlliamo anche le coste e le piattaforme- afferma il comandante dell’Esino, Giancarlo Salvemini-. Per il recupero degli oli utilizziamo gli skimmer, per il contenimento della sostanza le panne».

L’iniziativa di ieri pomeriggio è stata anche l’occasione per siglare un nuovo protocollo di intesa fra l’impresa anconetana Garbage Service Srl e l’ateneo marchigiano.

«Questa nuova partnership con l’Università vuole suggellare quella che sarà la nostra strategia nel breve e medio periodo fatta di innovazione nel settore disinquinamento così che il Porto di Ancona possa diventare uno scalo green, all’avanguardia nell’applicazione delle nuove tecnologie eco compatibili, leader nel bacino del Mediterraneo- dichiara Paolo Baldoni CEO di Garbage Service-.

Paolo Baldoni e Sauro Longhi

L’obiettivo è di raggiungere nel minor tempo possibile tecnologie fruibili atte alla salvaguardia del mare poiché, oggi come non mai, il tempo è un’esternalità negativa che può condizionare seriamente il prosieguo della vita in determinati ecosistemi».

Sharper, la notte europea dei ricercatori, è stata anticipata anche da un’altra iniziativa: il Research Trekking, un itinerario “scientifico” per ripercorre il cuore storico della città di Ancona, dal Duomo al Porto. Prima tappa la Cattedrale San Ciriaco con la torre campanaria e museo diocesano. Successivamente le installazioni digitali al MANaM (Museo Archeologico Nazionale delle Marche) e il Porto Romano del Lungomare Vanvitelli. Ultima tappa Moby Litter alla Fontana dei Due Soli.

Il pubblico presente

Moby Litter è anche il nome dato allo scheletro di una balena, in fase di realizzazione dal Cantiere CPN, che verrà posizionato a Monte Dago davanti all’edificio di Scienze e gradualmente verrà riempito di plastiche raccolte, a testimonianza della sinergia tra ricerca, servizi, attività imprenditoriali, scuole e società civile.