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Ancona

Fincantieri, diritti e sicurezza nella cantieristica navale. Beldomenico della Fiom: «Serve una task force per garantire dignità ai lavoratori»

Confronto sulle condizioni dei lavoratori delle ditte che operano in subappalto nella cantieristica navale promosso da Fiom Cgil Ancona e Venezia. Il sindacato chiede azioni e si appresta a portare la questione al tavolo della Giunta regionale e del nuovo prefetto

Il porto di Ancona

ANCONA – “Appalti Fincantieri: sindacato, diritti, legalità: esperienze territoriali a confronto” è il titolo dell’iniziativa, promossa da Cgil e Fiom Ancona e Venezia, che si è svolta nel pomeriggio del 21 giugno in modalità online. Un confronto che è stata l’occasione per un approfondimento sulle criticità lamentate dal sindacato di categoria nell’ambito delle condizioni dei lavoratori delle ditte in subappalto che operano nella cantieristica dorica.

Nel corso del dibattito, al quale hanno preso parte tra gli altri Marco Bastianelli, segretario Cgil Ancona, Tiziano Beldomenico, segretario Fiom Ancona, Antonio Di Stasi, legale sindacato Ancona e Ugo Agiollo, segretario Cgil Venezia, Beldomenico ha sottolineato che rispetto ai primi anni «ad Ancona la situazione è peggiorata perché è aumentato il numero delle ditte in subappalto» che operano nella cantieristica navale.

Paghe globali e caporalato sono tra i nodi denunciati dal sindacato, tanto che la Fiom Cgil di Ancona aveva presentato, nel 2015, 2017 e 2018, vari esposti alla magistratura e agli altri organi competenti per sostenere il rispetto delle regole contrattuali e normative: dal trattamento economico all’osservanza di orari e norme di sicurezza. Beldomenico ha poi evidenziato che tra gli operai, che lavorano per alcune imprese che operano in subappalto nella cantieristica navale, alcuni vivono ammassati e lo stesso letto viene utilizzato per dormire nell’arco della giornata e della nottata da più lavoratori che operano su turni diversi, il cosiddetto “letto caldo”.

Fiom Cgil ha richiamato al rispetto della sicurezza dei lavoratori delle imprese in subappalto, ricordando quanto accaduto il 3 giugno scorso ad un operaio bengalese colpito in testa con un picchetto sul luogo di lavoro. Per questo Beldomenico ha posto l’accento sulla necessità di mettere in piedi «una task force» per contrastare situazioni di questo genere e garantire dignità ai lavoratori.

Il sindacalista ha poi sottolineato che porterà la questione all’attenzione della nuova Giunta regionale e del nuovo prefetto Darco Pellos. Solo ad Ancona operano oltre 150 ditte in appalto e subappalto, per un totale di oltre 3.500 dipendenti, a fronte di 670 dipendenti diretti (più impiegati che operai).

Fiom ha sottolineato che raramente i lavoratori denunciano per paura. Nell’ambito delle paghe globali sono stati aperti nel tempo fascicoli giudiziari con l’avvio di inchieste, ma per il sindacato «quanto è emerso fino ad oggi, non è che la punta dell’iceberg ed è necessario intervenire in modo coerente e incisivo, a fronte di una crescita degli appalti ormai incontrollabile».

Fiom chiede maggiori controlli e politiche di accoglienza ad hoc per gli stranieri che si trasferiscono con le loro famiglie, le quali devono essere oggetto di una progettazione più ampia anche in termini formativi e di tutela minima del lavoro. «Non è possibile – scrive il sindacato in una nota – che, a differenza dei loro colleghi alle dirette dipendenze Fincantieri, i lavoratori degli appalti non sappiano dove cambiarsi d’abito, dove mangiare, dove risolvere le proprie necessità, né siano oggetto di una pianificazione condivisa del trasporto locale».

Recentemente il sindacato ha stretto un protocollo nazionale con Fincantieri su questi temi, «una prima base di lavoro» su cui Fiom chiede che «si agisca subito», anche in vista delle risorse del Pnrr, piano nazionale di ripresa e resilienza,
così che «anche il resto del lavoro in affidamento venga sottoposto ad una profonda rilettura delle regole, in nome del principio “eguale lavoro, eguale trattamento” e della piena responsabilizzazione della committenza» sostiene Fiom.