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Ancona

Dentix, restituzione delle somme e prosecuzione delle cure: prime vittorie delle associazioni dei consumatori

Federconsumatori e Adiconsum incassano i primi esiti positivi dalle iniziative a difesa dei consumatori beffati dalla catena spagnola di cure low cost fallita ad ottobre lasciandoli con cure a metà e prestiti da pagare

La sede di Ancona

ANCONA – Contratto di finanziamento risolto e finanziaria obbligata a restituire le somme versate dal consumatore e cure portate avanti presso altri centri senza ulteriori spese. Sono le prime vittorie messe a segno da Adiconsum e Federconsumatori nella vicenda Dentix.

La catena spagnola di cure odontoiatriche low cost, dichiarata fallita il 22 ottobre 2020 con sentenza del Tribunale di Milano, ha lasciato tanti pazienti con cure appena iniziate o solo parzialmente eseguite e le rate dei prestiti accesi da pagare ogni mese.  Dentix nelle Marche aveva due sedi, ad Ancona e Ascoli Piceno.

Nella giornata di oggi Adiconsum Marche ha avuto notizia della decisione favorevole dell’Arbitro Bancario Finanziario che si è pronunciato nel caso specifico di una consumatrice che aveva sottoscritto un finanziamento per un ciclo di cure particolarmente complesse, che le sarebbero costate oltre diecimila euro, rimaste a metà a causa del fallimento Dentix. Il contratto è stato risolto e la finanziaria obbligata a restituire le somme.

Il ricorso, curato dal legale dell’associazione dei consumatori Gabrielli l’ha spuntata sul comportamento della finanziaria che non voleva accollarsi gli oneri imposti dal testo unico bancario che, nel caso di contratti di credito al consumo, obbliga la società finanziaria ad accollarsi le conseguenze dell’inadempimento del prestatore di servizi.

E risultati positivi li porta a casa anche Federconsumatori Marche. «Una trentina le posizioni sistemate tramite mediazione» evidenzia la segretaria regionale dell’associazione di consumatori Patrizia Massaccesi: «I finanziamenti sono stati bloccati e le rate restituite, mentre per altri clienti le cure proseguono presso centri convenzionati senza ulteriori spese». In alcuni casi, spiega, «non ci sono prove per chiedere ristoro, perché manca documentazione a supporto, come ad esempio le fatture, o perizie».

Intanto la procedura di liquidazione della catena Denitx è ancora in corso e le associazioni dei consumatori invitano a insistere perché la legislazione europea è favorevole alle ragioni dei consumatori.