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Delitto Rapposelli, la Procura: «Ergastolo per Simone, 24 anni per il padre»

Sono le richieste di condanna per l’omicidio della pittrice che viveva ad Ancona, formulate dal Pm Enrica Medori in Corte d’Assise a Teramo. Domani 4 settembre la sentenza. Liberata la salma, Renata avrà finalmente un funerale

Renata Rapposelli
Renata Rapposelli

ANCONA – È arrivato alla fine il processo di primo grado per l’omicidio della pittrice Renata Rapposelli, 64 anni. La Procura di Teramo oggi 3 settembre ha formulato le richieste di condanna per il figlio e il marito della donna, entrambi abruzzesi.  «Ergastolo per Simone Santoleri e 24 anni di carcere per il padre Giuseppe», ha detto il pm Enrica Medori dopo una lunga requisitoria dove ha ripercorso le tappe della vicenda.

Il figlio di Renata Rapposselli, Simone Santoleri
Il figlio di Renata Rapposelli, Simone Santoleri

Simone, che si è sempre dichiarato innocente, non era in aula ma c’era il padre. L’uomo era arrivato ad accusare il figlio del delitto, chiedendo un colloquio con il pm mentre era in carcere, ammettendo di averlo aiutato solo a disfarsi del cadavere. Al processo però poi non ha testimoniato. Per la Procura ad architettare tutto sarebbe stato Simone, spinto dal movente economico.

La madre era andata a trovarli a Giulianova il 9 ottobre del 2017 (in treno), partendo da Ancona dove ormai viveva da anni e dove era caduta in disgrazia, con problemi economici. Avrebbe preteso i soldi del mantenimento del marito. Da quel giorno sparì. Fu un amico a segnalare la scomparsa facendo partire le ricerche e aprire una inchiesta.

Il 10 novembre del 2017, un mese dopo, era stato ritrovato il cadavere, in un fosso del fiume Chienti, a Tolentino. Dopo accurate indagini fatte inizialmente dalla Procura di Ancona, con i carabinieri, padre e figlio finirono in manette accusati di omicidio. Rapposelli sarebbe stata uccisa in casa, a Giulianova, il giorno stesso del suo arrivo, poi caricata in auto (la Fiat 600 di Simone) e fatta sparire a Tolentino. Dopo le richieste del pm ci sono state quelle della parte civile, la figlia della pittrice con l’avvocato Carmela Augello che ha chiesto la condanna di entrambi e 500mila euro di risarcimento, e l’associazione Penelope con l’avvocato Federica Guarrella che ha chiesto 10mila euro di risarcimento.

Nel pomeriggio del 4 settembre è attesa la sentenza, dopo l’arringa dei difensori del figlio della donna, gli avvocati Gianluca Reitano e Gianluca Carradori che chiederanno l’assoluzione per Simone «perché estraneo ai fatti». Non ci saranno repliche. La difesa di Santoleri padre, sostenuta dall’avvocato Alessandro Angelozzi, ha chiesto l’assoluzione per Giuseppe dall’accusa di omicidio e il minimo della pena per la sottrazione del corpo della Rapposelli riformulandolo in occultamento. Padre e figlio sono ancora detenuti in carcere. La salma della Rapposelli è stata liberata e ora potrà essere organizzato il funerale.

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