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Ancona

Delitto del Pinocchio, chiesto il processo per Mattia Rossetti

Il 26enne ha ucciso a coltellate il parrucchiere Michele Martedì, l’8 dicembre scorso. Udienza preliminare fissata al 22 novembre. Rischia l’ergastolo.

Mattia Rossetti

ANCONA – È passato quasi un anno da quella mattina dove la vita di Michele Martedì, parrucchiere, si è spenta per sempre. Il 3 settembre scorso avrebbe compiuto 27 anni. Adesso la Procura di Ancona ha chiesto il processo per Mattia Rossetti, il 26enne che lo uccise a coltellate la mattina dell’8 dicembre scorso.

L’omicidio efferato avvenne al Pinocchio, in via Maggini, a pochi metri da casa della vittima. L’indagato era ossessionato dall’amico, ex compagno di scuola, e imputava a lui i suoi fallimenti, anche quelli sentimentali. La vittima, parrucchiere in un salone di Pietralacroce, rientrava a casa dopo una passeggiata con il cane quando, lungo un vialetto sterrato, vicino alla casa di cura Villa Igea, fu aggredito alle spalle e finito con 12 fendenti.

Rossetti è accusato di omicidio volontario pluriaggravato dalla premeditazione, dallo stalking, dalla crudeltà e dai futili motivi. Pochi giorni prima aveva acquistato il coltello con cui poi colpì Martedì. Al computer aveva cercato cosa significasse omicidio premeditato e località dove fuggire. A chiedere il processo è stata la pm Irene Bilotta dopo aver chiuso le indagini a fine luglio scorso e con in mano una perizia psichiatrica che ha riconosciuto all’indagato la semi infermità mentale ma non l’incapacità di intendere e di volere.

Michele Martedì
Michele Martedì

L’udienza preliminare è stata fissata per il 22 novembre davanti alla gup Francesca De Palma. La difesa, rappresentata dall’avvocato Francesco Linguiti, valuterà se avanzare o meno la richiesta di un rito abbreviato o procedere con quello ordinario. Rossetti, con tutte le aggravanti contestate, rischia l’ergastolo. Adesso è ancora rinchiuso in carcere a Montacuto dopo l’arresto avvenuto a poche ore dal delitto. Ucciso Michele si era rifugiato a casa di alcuni conoscenti, lungo la stessa via, con il coltello ancora insanguinato. Erano stati i carabinieri del Norm poi ad arrestarlo.