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Ancona

Degrado in via Marchetti-via Pergolesi, Mancinelli: «Colpa del governo che ha bloccato i fondi»

Dopo il rischio crollo di un tetto e l'arresto del boss nigeriano, le opposizioni hanno accusato l’Amministrazione di disattenzione e negligenza. Berardinelli e Diomedi: «La situazione di degrado del quartiere sfugge all’Amministrazione. Il Bando Periferie non c’entra nulla»

La seduta del consiglio comunale a Palazzo degli Anziani

ANCONA – Il comprensorio di via Marchetti-via Pergolesi al centro del consiglio comunale. Dopo il rischio crollo di un tetto di una palazzina Erap in via Marchetti e il blitz della Polizia di Stato nell’appartamento di via Pergolesi 32 dove gli agenti hanno trovato una ragazza, ancora sotto gli effetti dell’eroina, e hanno arrestato un boss nigeriano, le opposizioni hanno accusato l’Amministrazione di disattenzione e negligenza.

Daniela Diomedi, consigliere Movimento 5 Stelle

«Da tempo – ha detto Daniele Berardinelli, consigliere Fi – i residenti segnalavano situazioni di degrado e pericolo nelle case di via Marchetti e via Pergolesi. Ultimamente era stato segnalato proprio l’appartamento occupato abusivamente dove la Polizia ha trovato spacciatori e una ragazza violentata più volte. Quali segnalazioni erano arrivate in Comune e quali iniziative aveva preso l’Amministrazione?». «Considerato il preoccupante episodio accaduto negli scorsi giorni – ha denunciato Daniela Diomedi, consigliere M5S – e la situazione di degrado, pericolosità e insicurezza ben nota da anni, perché l’Amministrazione non è intervenuta  prima che la situazione diventasse ingestibile? Le persone protagoniste del brutto episodio di via Pergolesi erano seguite dai servizi sociali, ovvero note all’Ufficio, oppure inserite nel sistema Sprar»?

Il sindaco Valeria Mancinelli

Una volta per tutte il sindaco Valeria Mancinelli ha voluto chiarire la questione, spiegando che la «colpa del ritardo della riqualificazione del maxi condominio di via Marchetti-via Pergolesi è legato al fatto che il governo ha sospeso i fondi del Bando Periferie». «Sul complesso di via Marchetti – via Pergolesi – ha detto il sindaco – tutto si può dire salvo che non sia stata oggetto di interesse e di attenzione da parte dell’Amministrazione almeno da qualche anno. Attenzione che si è articolata in diversi interventi, compreso lo sgombero di alcune occupazioni abusive negli immobili di proprietà comunale, perché su circa 127 appartamenti, la metà sono di proprietà di privati e l’altra metà in parte di proprietà comunale e un’altra parte di proprietà dell’Erap. Sono stati fatti molti interventi finalizzati al risanamento sociale di alcune delle situazioni di maggiore fragilità con l’intervento dei servizi sociali. Inoltre un intervento complessivo di risanamento edilizio ma anche sociale di quel quartiere è contenuto nel progetto che l’Amministrazione ha presentato circa due anni fa per partecipare al cosiddetto Bando Periferie e per il quale il precedente governo aveva assegnato ad Ancona complessivamente circa 12milioni di euro e su quel quartiere 4,5 milioni di euro. Noi avevamo predisposto i progetti esecutivi e ad agosto di quest’anno eravamo pronti per partire con le gare di appalto, ma tutto si è fermato perché l’attuale governo ha sospeso i finanziamenti già assegnati. Quindi ci eravamo già accorti della situazione del quartiere. Il ritardo per poter intervenire è ascrivibile alle scelte della nuova maggioranza di governo che ha bloccato i fondi. Stiamo ancora attendendo, dopo le promesse del presidente del Consiglio, la traduzione a norma di legge dei fondi per le periferie. Il premier ha detto che ci sarebbero voluti solo 15 giorni, ma ancora stiamo aspettando mentre lì crollano i tetti».

In relazione all’episodio di qualche giorno fa e all’arresto del boss nigeriano, rispondendo al’interrogazione della Diomedi, il sindaco ha chiarito che «l’appartamento non è di proprietà comunale e nessuno dei richiedenti asilo ammessi al progetto Sprar ha avuto o ha alloggio nel comprensorio. Gli appartamenti destinati al progetto Sprar si trovano in altre zone della città, gli operatori preposti hanno colloqui almeno settimanali finalizzati al monitoraggio e alla verifica dei progetti personalizzati». Spiegazioni che però non hanno convinto i due consiglieri di minoranza.

Il coordinatore provinciale di Forza Italia, Daniele Berardinelli

«Lei ha una visione distorta della realtà – ha ribattuto Berardinelli – e non si rende conto di quello che dice. La situazione di degrado del quartiere sfugge all’Amministrazione. Il Bando Periferie non c’entra nulla». «Menomale che il quartiere è sotto l’attenzione dell’Amministrazione – ha detto la Diomedi – perché se l’avesse ignorato no oso immaginare cosa sarebbe potuto succedere. Il sindaco dichiara anche che la metà degli appartamenti è di proprietà privata, ma l’ordine pubblico non è una questione privata, è una questione che deve interessare il sindaco. I soldi del Bando Periferie serviranno solo a un’operazione di trucco e parrucco».