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Ancona

Dal 15 maggio stop al servizio Isee nei Caf

Una decisione sofferta ma obbligata in attesa si avere risposte concrete dall'Inps e dal Ministero del Lavoro, sul rinnovo della convenzione scaduta lo scorso 31 dicembre 2016. Nelle Marche, lo scorso anno le pratiche Isee svolte dai Caf di Cgil, Cisl e Uil sono state 74.565, il 13,95% in più rispetto allo scorso anno

I Caf di Cgil, Cisl e Uil spiegano alla stampa i motivi per cui interromperanno il servizio Isee

ANCONA- Dal 15 maggio i Caf sospenderanno a tempo indeterminato il servizio Isee (indicatore situazione economica equivalente). Una decisione sofferta ma obbligata in attesa si avere risposte concrete dall’Inps e dal Ministero del Lavoro, sul rinnovo della convenzione scaduta lo scorso 31 dicembre 2016. Nelle Marche, lo scorso anno le pratiche Isee svolte dai Caf di Cgil, Cisl e Uil sono state 74.565, 10.400 in più rispetto al 2015 (64.165) con un incremento del 13,95%. Nello specifico, nella provincia di Ancona l’incremento annuo è stato del 12,14%; in quella di Pesaro del 14,60%; nella provincia di Macerata del 16,65%; in quella di Ascoli del 14,95% e in quella di Fermo del 12,06%.  Invece, alla data del 27 aprile 2017, le pratiche Isee svolte di Cgil, Cisl e Uil sono state 37.987. La decisione di sospendere il servizio Isee è stata presa all’unanimità dai responsabili Caf riuniti in assemblea.

«Questa è una battaglia a livello nazionale. É una decisIone sofferta ma noi non possiamo lavorare in questo modo. I Caf sono le organizzazioni che fanno più Isee in Italia e nelle Marche. Offriamo servizi di qualità ai cittadini a costi bassi. Il Ministero del Lavoro e l’Inps devono permetterci di sopravvivere. Ci auguriamo che nel giro di qualche giorno si possa trovare una soluzione e che questo disagio possa essere evitato- spiega Aldo Benfatto, Caf Cgil Marche-. L’Isee è usato soprattutto dalle famiglie che hanno un reddito medio basso, universitari, pensionati, persone più disagiate. Rappresentiamo i cittadini e vogliamo continuare a svolgere questa attività, a tutelarli». Pur senza convenzione, i Caf hanno continuato a fornire assistenza ai cittadini nella messa a punto delle Dsu (dichiarazione sostitutiva unica), confidando nell’impegno assunto a fine 2016 da parte del Ministero del lavoro e dell’Inps, di trovare una soluzione tecnico- normativa che consentisse uno stanziamento adeguato per l’attività così da mantenere il servizio gratuito per i cittadini. La proposta di convenzione elaborata dall’inps non accoglie però le esigenze dei Caf. La tariffazione del servizio prevede una riduzione del 30% sul valore economico medio dell’anno precedente: dai 13,45 euro lordi a pratica a 9,60 euro.

«É un lavoro che non possiamo fare a costo zero. Non chiediamo di sostenere il costo intero a pratica che sarebbe di circa 23 euro. Chiediamo poco più di 13 euro, richiesta non accolta dall’Inps – afferma Paolo Santini, amministratore unico Caf Cisl Labor-. Per noi sarebbe importante continuare a dare questo servizio. Il rischio è che si potrebbe arrivare a far pagare l’Isee ai cittadini. La situazione è delicata». «Attualmente siamo in difficoltà oltre che con gli utenti anche come società. Abbiamo costi da sostenere come il personale. Stiamo lavorando gratuitamente perché non abbiamo un contratto firmato. Questo comporta problemi con l’assicurazione,con il garante della privacy. Inoltre, potremmo incorrere in sanzioni dal punto di vista penale» commenta Andrea Catalani, Uil Marche. Nelle Marche i Caf convenzionati con il Ministero sono 67, 200 le persone che normalmente ci lavorano, numero che sale a 500 durante la campagna fiscale.