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Ancona

La Dad fa discutere in tutta Italia. Cosa ne pensano gli studenti anconetani?

Con i rappresentanti d'istituto del Galilei (Matteo) e del Istvas (Carlo) si è parlato della didattica a distanza mettendo in luce pro e contro della modalità attuale d'insegnamento resa obbligata dalla pandemia

Didattica a distanza

ANCONA- Qualche giorno fa, a Torino, gli studenti delle scuole superiori accompagnati da qualche professore sono scesi in piazza per protestare contro la “Didattica a Distanza” e, di conseguenza, per tornare il prima possibile all’interno delle mura scolastiche. Le circolari vietano queste forme di protesta ma non è raro, in tutta Italia, trovare forme esplicite di dissenso e di consenso a questa modalità utilizzata in tempo di pandemia Coronavirus. Abbiamo ascoltato i pareri di due rappresentanti d’istituto anconetani, nella fattispecie Matteo del Liceo Scientifico G.Galilei e Carlo dell’IIS Vanvitelli-Stracca-Angelini.

«Meglio ridurre piuttosto che eliminare»

Matteo, rappresentante degli studenti del Galilei, fa un passo indietro nella sua analisi in merito alla Dad: «La “Didattica a distanza poteva essere un grande strumento accompagnato da una didattica in presenza del 50% e o del 70%. Bisognava pensarci prima, parlare oggi di un rientro in classe con la situazione attuale è superfluo, considerando anche il fatto che vanificherebbe tutti gli sforzi compiuti per garantire una Dad nel migliore dei modi verso gli studenti».

Sulla situazione attuale il pensiero è molto ben articolato: «La Dad di oggi è diversa da quella di marzo, tanto da farla ribattezzare come integrata. Siamo consci che per il momento le alternative sono poche, almeno finchè la curva epidemiologica presenterà questi numeri. E’ stancante per noi e per i professori ma va detto che viene fatta nel modo più corretto possibile. Le proteste di Torino? Anche noi abbiamo partecipato a riunioni del comitato “Priorità alle scuole” di cui fanno parte studenti, sindacati, professori e genitori e tutti ci stiamo battendo per un ritorno a scuola ma nelle giuste modalità. Appena potremo saremo tutti ben felici, forse oggi sarebbe stato meglio fare una didattica a distanza a rotazione ma con il senno di poi è difficile parlare».

«La Dad segnerà il nostro percorso»

Carlo dell’Istvas, anche lui rappresentante degli studenti, fa invece una riflessione a lunga gittata provando ad ipotizzare quali saranno gli effetti della Dad: «In questo momento è fondamentale ma è pur vero che, quando usciremo da questo delicato momento, avremo delle carenze nel nostro percorso scolastico. La lezione in presenza è un’altra cosa, il contatto umano con i compagni e con gli insegnanti offre molto di più ma se la situazione è questa non si può fare diversamente. Ad oggi la routine è molto cambiata per gli studenti, il PC non è la scuola anche se effettivamente a molti quest’idea di studiare da casa non dispiace».

Nell’indice di gradimento della “Didattica a distanza” vanno considerate anche le differenze anagrafiche: «Io personalmente non mi sono trovato bene perchè metto il contatto umano al primo posto ma tanti altri ragazzi, soprattutto di quarto e quinto, la pensano come me. Andando verso il basso, soprattutto nel biennio di primo e secondo, il gradimento aumenta perchè stare a casa non dispiace. Oggi non abbiamo alternative come dicevo, i rischi di contagio sono alti sia nelle strutture scolastiche che nei mezzi pubblici. Finchè non si riusciranno a minimizzare, sarà difficile pensare di tornare a scuola in presenza come se nulla fosse».