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Ancona

Ferita e minacciata con un coltello perché ha una storia con il cugino: «Ti stacco la testa»

Mamma e figlia residenti ad Ancona condannate per minacce e lesioni contro una amica di famiglia. Aveva iniziato una relazione con un loro parente sposato. In aula si difendono: «Era lei che ci tormentava»

tribunale di Ancona
Tribunale di Ancona

ANCONA – Amiche per la pelle fino a quando non è arrivato il cugino dal Perù con il quale è iniziata una storia sentimentale. Mamma e figlia non avrebbero visto di buon occhio quell’amore, tra il loro parente e l’amica di famiglia, e cosí sarebbero iniziati i primi problemi sfociati in un processo per minacce e lesioni. Imputate una 53enne e una 28enne, entrambe peruviane ma residenti da anni nel capoluogo dorico. Parte offesa una loro connazionale di 49 anni.

Stando alle accuse mamma e figlia avrebbero aggredito la 49enne, il 10 settembre 2013, dopo averla bloccata lungo il ponte della Ricostruzione. Calci e pugni fino a farla cadere a terra. Con un coltellino la 28enne avrebbe ferito la 49enne procurandole piccoli tagli per 6 giorni di prognosi. La giovane l’avrebbe anche minacciata dicendole: «La prossima volta ti ammazzo. Ti strappo la faccia e ti stacco la testa».

Oggi madre e figlia hanno testimoniato in aula, insieme anche ad un’altra parente, raccontando che erano loro ad essere perseguitate dalla donna che aveva una relazione con il loro parente. «Era una amica intima – ha riferito la 53enne – quando si è messa con mio nipote le ho detto che lui era sposato e non stava bene che avessero una relazione. Lei mi offendeva di continuo perché ero contraria alla loro storia. Mi apostrofava come ‘Cicciotta di m.’. Mi ha aggredita più volte».

La 28enne ha raccontato i fatti dell’aggressione al ponte raccontando che era scesa dall’auto per andare in soccorso alla madre dopo averla vista sotto le grinfie della 49enne. «Non avevo nessun coltello – ha detto la giovane – solo le chiavi. Ho difeso mamma che era stata aggredita». Una parente sentita sempre in aula ha riferito che la 49enne inviava foto intime scattate con il peruviano ai figli di lui.

Il giudice Francesca De Palma ha condannato entrambe a sei mesi ( confermando la richiesta del pm), pena sospesa, e a risarcire la parte civile di mille euro. Nel processo madre e figlia erano difese dall’avvocato Orlando Olivieri che potrebbe ricorrere in appello. A rappresentare la parte civile c’era l’avvocato Erica Micucci.