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Ancona

Mancano i braccialetti elettronici, rapinatore condannato ai domiciliari resta in carcere

Rimarrà a Montacuto il 20enne marocchino accusato di aver tentato due rapine in tabaccheria e arrestato il 20 febbraio a Falconara. La Tim ha scritto ai legali annunciando che l'attesa per il dispositivo potrebbe durare anche un mese

Un fermo immagine del video della tabaccheria
Un fermo immagine del video della tabaccheria

ANCONA – Il giudice lo condanna ai domiciliari con il braccialetto elettronico ma il dispositivo è irreperibile quindi resterà in carcere. È ancora a Montacuto il rapinatore delle tabaccherie, 20 anni, marocchino, arrestato il 20 febbraio dai carabinieri del Norm e della Tenenza di Falconara dopo il tentato colpo in via Matteotti (leggi l’articolo). Stando alla mail della Tim ricevuta dai suoi legali, gli avvocati Cristina Bolognini ed Elena Martini, il dispositivo non sarà disponibile prima di 20/30 giorni. Il 20enne pertanto, seppur senza precedenti, rimarrà dietro le sbarre.

Il giovane si era dichiarato innocente sui due tentati colpi avvenuti a distanza di un giorno tra Ancona (via Pasubio) e Falconara. «Non sono stato io», aveva detto davanti al gip in sede di convalida.

A lui però è stata contestata sia la tentata rapina di via Matteotti (20 febbraio) che la tentata rapina del 19 febbraio, alla tabaccheria di via Pasubio, nel capoluogo dorico.

I due commercianti lo hanno riconosciuto dai filmati registrati durante il colpo a Falconara (video e articolo). L’extracomunitario, che vive da anni con la famiglia a Falconara, si era avvalso della facoltà di non rispondere e al giudice aveva detto solo una frase negando gli episodi di cui è accusato. Il pm aveva chiesto la misura cautelare in carcere ma il gip aveva concesso i domiciliari con il braccialetto elettronico.