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Ancona

Pugni e minacce dopo il furto del telefonino, 32enne arrestato per rapina ed estorsione

Il giovane è stato arrestato in flagranza di reato dai poliziotti della squadra mobile di Ancona nel corso dell'appuntamento fissato, sotto casa, per incassare i 150 euro e così consegnare il telefonino al legittimo proprietario

Il ragazzo dominicano e la sua vittima ripreso dalle telecamere
Il ragazzo dominicano e la sua vittima ripreso dalle telecamere

ANCONA – Minacce e pugni per avere denaro e restituire il telefonino rubato al legittimo prorietario. Arrestato in flagranza di reato un giovane dominicano V.P.S., classe 1986, residente ad Ancona, già noto alle forze dell’ordine, e responsabile di rapina e estorsione aggravata ai danni di un coetaneo di Ancona.

La vicenda
La storia inizia nella notte tra il 9 e 10 maggio, quando il 32enne in un bar del centro si avvicina ad un coetaneo chiedendo soldi da giocare alle slot. Il giovane, che lo “conosceva” per essere un pericoloso attaccabrighe e pugile dilettante, per evitarlo gli dà trenta euro. Ma il dominicano finiti i soldi non smette di infastidirlo e torna alla carica con frasi tipo “Tu a me per il culo non mi prendi, se io ti chiedo i soldi tu me li devi dare altrimenti tifaccio una faccia così. Tu non ti muovi da qui finche non mi hai dato i soldi”. A quel punto il giovane anconetano esce dal locale, ma sul marciapiede dal ragazzo viene seguito e fermato. Chiede ancora soldi; poi dalle parole passa ai fatti: prima sferra un pugno in faccia e poi sgonfia le ruote dell’auto della vittima che però lo riprende con il cellulare. A quel punto, il dominicano si infuria e gli strappa il telefono dalle mani.

Da qui la situazione, che fino a quel momento aveva assunto i connotati di una rapina aggravata, si sviluppa ulteriormente in una estorsione. Il dominicano ricatta la vittima dicendogli che se rivuole il suo telefono avrebbe dovuto consegnare 150 euro, direttamente a casa sua. Queste le parole usate: «Se vuoi il telefono, entro le sette mi devi portare 150 euro. Se non porti i soldi io lo vendo in quattro e quattr’otto».

L’incontro per la consegna del denaro viene fissato dal rapinatore per le ore 19, con consegna a domicilio. Ma qui ad aspettarlo i poliziotti della Squadra Mobile di Ancona, e quindi l’arresto. L’intera attività di Polizia Giudiziaria è stata coordinata dalla Procura della Repubblica nel Tribunale di Ancona nella persona del sostituto procuratore Paolo Gubinelli.