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Ancona

Crisi Cooss Marche, i sindacati si appellano alla Regione

Cgil, Cisl e Uil considerano illegittime le decurtazioni proposte dalla cooperativa e chiedono all'assessore regionale al lavoro e al governatore delle Marche di intervenire

Il sit-in dei lavoratori Cooss Marche sotto alla sede di Ancona

ANCONA – Sono quasi tremila i lavoratori della Cooss Marche, la grande cooperativa attiva principalmente in provincia di Ancona, ma con diversi appalti anche nell’ascolano, nel fermano, nel pesarese e nel maceratese. Un’“azienda” composta per oltre l’85% da donne, molte delle quali impegnate nelle case di cura durante l’emergenza Covid-19. Oggi, in videoconferenza, Cgil, Cisl e Uil hanno fatto il punto, alla vigilia del voto dell’assemblea dei soci sui tagli alle retribuzioni ipotizzate dal Consiglio di Amministrazione.

Le tre organizzazioni sindacali non invitano apertamente i lavoratori a votare No, ma puntano ad attivare una terza via, fatta di concertazione e condivisione delle proposte per recuperare il crollo del fatturato (8 milioni di euro già persi che potrebbero arrivare a 12 milioni). Hanno pertanto chiesto all’assessore regionale al lavoro, Loretta Bravi e al presidente Luca Ceriscioli di intervenire fattivamente ed evitare «un grosso sacrificio da parte di quanti hanno combattuto in prima linea durante l’emergenza e per chi si è visto bloccare il proprio lavoro ritrovandosi da un giorno all’altro in cassa integrazione con meno soldi e zero certezze per il futuro».

Il prossimo 2 luglio, l’incontro fra sindacati e consiglio di amministrazione della Cooss Marche. «No alle proposte blindate», rimarcano i rappresentanti delle maestranze, che non convididono le decisioni assunte per rientrare dall’oggettiva situazione di difficoltà. «Non possiamo scaricare sui collaboratori il costo di questa crisi», rimarcano. In programma domani invece, 30 giugno, l’assemblea generale che dovrà appunto approvare le «misure di contrasto alla crisi d’impresa straordinaria derivante dalla pandemia Covid, tramite attuazione delle disposizioni dello Statuto». Fra le azioni previste, il taglio di 2 giorni di ferie e 4 giorni di permesso dal mese di giugno 2020 al mese di dicembre 2021, la riduzione dello stipendio del 3,7%, il taglio della tredicesima per l’anno 2020, o in alternativa possibilità di riceverla sotto forma di prestito da restituire in 60 rate a partire da gennaio 2022.

La situazione potrebbe mutare se dovessero arrivare contributi dagli enti pubblici. «Le misure proposte – ha assicurato il presidente della Cooss Marche, Amedeo Duranti – saranno carta straccia se dovessero arrivarci risorse dalle Regioni, dalle amministrazioni comunali e tutti quei provvedimenti governativi che ci permetteranno di azzerare o ridurre lo stato di crisi legato al Covid. Noi abbiamo un patrimonio fatto dalle azioni dei soci e ci teniamo non venga intaccato. Siamo arrivati a pagare anche cento volte il normale costo i dispositivi di protezione individuale. C’è massima disponibilità al confronto e ben venga qualcuno che trovi soluzioni migliori».