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Ancona

Crisi Cooss Marche, i sindacati: «I diritti non si toccano». Oggi il sit-in dei lavoratori ad Ancona

Cgil, Cisl, e Uil sono al fianco dei lavoratori: «La sopravvivenza del settore e dell'occupazione degli operatori non può essere cercata nella riduzione di diritti e retribuzioni». Oggi pomeriggio il sit-in ad Ancona

Disabili

ANCONA- Dopo la proposta dell’Amministrazione di misure straordinarie, riduzione degli stipendi e delle ferie, gli oltre 2500 soci attivi in tutta la regione, i sindacati si sono scatenati.

Le segreterie Regionali Fp-Cgil, Fisascat-Cisl, Fp-Cisl e Fpl-Uil fortemente preoccupate per la situazione della cooperativa Cooss Marche e per le possibili ricadute economiche e occupazionali sui lavoratori intendono fare chiarezza sul ruolo delle Organizzazioni Sindacali in questo contesto e sulla posizione del sindacato confederale in questa vicenda.

Intanto oggi pomeriggio – 25 giugno – i lavoratori, con l’aiuto dell’Unione sindacale di base, si riuniranno in un presidio in via Aurelio Saffi ad Ancona, alle 14:30: «Ci opponiamo alle misure proposte dal Cda della cooperativa presentate in vista della prossima assemblea del 30 giugno».

«La sopravvivenza del settore e dell’occupazione degli operatori non può essere cercata nella riduzione dei diritti e delle retribuzioni dei lavoratori – spiegano i sindacati -. Riteniamo assolutamente sbagliata la scelta di Cooss Marche di individuare forme di autofinanziamento della crisi che si alimentano attraverso la restituzione della tredicesima mensilità, una percentuale dello stipendo e quota parte di ferie e permessi».

Cgil, Cisl e Uil si sono attivati con la Regione relativamente all’adeguamento del tariffario regionale, all’art. 48 D.L. 18/20 convertito nella L. 27/20 in tema di riprogrammazione dei servizi sospesi a causa della pandemia, ai costi della sicurezza inerenti il Covid 19. «I diritti stabiliti dal Contratto Collettivo Nazionale di lavoro non possono essere cancellati unilateralmente e non possono essere derogati collettivamente se non attraverso un apposito accordo sindacale, ai sensi dell’art. 77 del CCNL che, tra l’altro, può agire solo limitatamente agli incrementi economici del rinnovo del contratto nazionale». Proprio questo tipo di intervento – tramite l’art. 77 del CCNL – era stata proposto da Cooss Marche e da altre cooperative in merito agli aumenti previsti dal rinnovo del CCNL. «Cgil, Cisl e Uil di categoria hanno risposto “No” per quanto già maturato, dichiarando invece una disponibilità alla discussione per quanto riguardava gli aumenti contrattuali futuri e in ogni caso con alcune garanzie per i lavoratori». 

«L’ordinamento giuridico del nostro paese – continuano – consente ai soci di una cooperativa, di individuare, nell’ambito di una dichiarazione di stato di crisi e con apposita delibera assembleare, “forme di apporto anche economico da parte dei soci lavoratori alla soluzione della crisi”. Tale eventuale decisione prescinde dalla volontà del sindacato e dalla contrattazione che con la cooperativa può essere messa in campo. Diffidiamo il Consiglio di Amministrazione di Cooss Marche dal mettere ai voti forme di apporto economico da parte dei soci lavoratori per gestire la crisi. Occorre – concludono le parti sociali – mettere in campo tutte le iniziative possibili, anche di protesta, nei confronti della committenza, rivendicando il giusto diritto ad avere ridefinite le tariffe dei servizi in relazione all’aumentato costo del lavoro, valorizzando i lavoratori senza penalizzarli economicamente soprattutto in un periodo in cui in cui i sacrifici, da tutti i punti di vista, da parte dei lavoratori sono stati tanti e tali da non meritare tale epilogo»