Crisi Aerdorica, è il giorno dello sciopero

I dipendenti della società che gestisce il Sanzio è a rischio fallimento e i lavoratori hanno incrociato le braccia questa mattina, martedì 8 maggio, per quattro ore e si sono ritrovati in presidio. Ecco cosa chiedono

Il presidio dei lavoratori di Aerdorica
Il presidio dei lavoratori di Aerdorica

FALCONARA- Un lavoratore indossa una maschera da maiale e tiene ben stretto un cartello: “Ciao a tutti sono la Regione Marche, una bella maialata”. Tra lo sguardo di passeggeri stupiti, i dipendenti di Aerdorica, società che gestisce il Sanzio e a rischio fallimento, hanno incrociato le braccia questa mattina, martedì 8 maggio, per quattro ore e si sono ritrovati in presidio davanti all’Aeroporto delle Marche. Uno sciopero per chiedere alle istituzioni risposte, di scongiurare il fallimento e la chiusura dell’infrastruttura. L’adesione è stata del 100%. «Sono anni che siamo pagati a caso, i soldi vengono decurtati e non si sa che fine fanno. La Regione per l’Aeroporto delle Marche sa fare solo maialate» dicono i lavoratori esasperati.

«Con il concordato in bianco i dipendenti di Aerdorica devono ancora ricevere la retribuzione di due mensilità e mezzo. Hanno bisogno di lavorare e di ricevere lo stipendio. Chiediamo a tutte le istituzioni di prodigarsi affinché l’aeroporto non chiuda perché questa infrastruttura può portare sviluppo. Si trova vicino al porto e può essere il volano di sviluppo delle Marche- afferma Valeria Talevi, segretaria regionale FILT CGIL Marche-. Se noi chiudiamo anche questa realtà si rischia la crisi. Questo sciopero è per lo sviluppo della nostra regione, non è contro qualcuno. Noi vogliamo che questo aeroporto rimanga aperto, che continuino gli investimenti per la logistica e le merci».

«La situazione da tempo è caotica. A noi interessa un impegno forte da parte della Regione sulle tutele dei livelli occupazionali e dei lavoratori. Aerdorica è una società controllata quasi al 100% dalla Regione ed è giusto che l’ente si assuma le responsabilità di tutelare e salvaguardare i posti di lavoro» spiega Giorgio Andreani, segretario generale Uil Trasporti Marche.

«Ci sono 97 dipendenti più i lavoratori dell’indotto, quindi le persone che girano intorno all’aeroporto sono circa 350. Chiediamo un sostegno da parte delle istituzioni. Se Aerdorica fallisse, l’occupazione sarebbe compromessa» commenta Roberto Ascani, segretario generale Fit Cisl Marche. I lavoratori sono preoccupati. Dopo i numerosi sacrifici fatti in questi anni per salvare l’aeroporto, il loro futuro è quanto mai incerto. Da due mesi e mezzo non percepiscono lo stipendio, lo straordinario non viene pagato, hanno accettato il taglio unilaterale dei salari e l’orario di lavoro non concordato con il sindacato.  Una situazione difficile, ci sono figli da mantenere, bollette e mutui da pagare. Entro il 14 di giugno la Comunità Europea dovrà pronunciarsi sulla ricapitalizzazione di 20 milioni di euro. Se sarà concessa, si potrebbe uscirebbe dal pre fallimentare».

C’è poi la questione Airiminum che ha presentato una denuncia alla Commissione Europea. Secondo la società che gestisce l’aeroporto Fellini di Rimini, i 20milioni di euro del piano di risanamento proposto dalla Regione Marche sarebbero aiuti di stato determinando un’alterazione del confronto competitivo tra l’aeroporto di Rimini e quello di Ancona.

«Noi sindacati siamo per una rete di aeroporti e non per la concorrenza tra gli scali. Lo sviluppo può avvenire con gli aeroporti collegati, le diatribe tra territori non sono utili a nessuno» sostiene Valeria Talevi.

Alcune immagini del presidio