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Ancona

Meno pubblico e tamponi ogni 24 ore: Marche Teatro costretta a cancellare il Galà del Balletto

Cancellata la data del Gran Galà del Balletto, in compagnia 8 positivi: si recupera il 29 gennaio. Il punto con Velia Papa, direttore di Marche Teatro

Il Gran Galà del Balletto annullato per Covid.

ANCONA – “Il teatro non è il paese della realtà… ma è il paese del vero: ci sono cuori umani dietro le quinte, cuori umani nella sala, cuori umani sul palco”, scriveva Victor Hugo. E proprio per quei cuori umani adesso l’attenzione deve essere ancora più alta, con il Covid-19 che si sta manifestando in maniera aggressiva e veloce. Il mondo del teatro, con le sue tante anime, è stato quello che più duramente ha subito gli effetti della pandemia. Ora che si è tornati (finalmente) in sala e che il sipario è tornato ad alzarsi, fa paura pensare allo spettro di nuove chiusure. Eppure con il maledetto virus i conti si devono fare ogni giorno.

Velia Papa direttore di Marche Teatro

«Noi in particolare che abbiamo spettacoli ospitati ma anche prodotti con le nostre Compagnie in giro per l’Italia – ci dice Velia Papa direttore di Marche Teatro – siamo sempre allerta. Ma personalmente non credo che vi siano all’orizzonte nuove chiusure anzi, la tendenza a mio avviso è quella di cercare di farci convivere con il virus. Ma occorre fare attenzione». E se gli artisti erano obbligati a fare un tampone almeno 48 ore prima di andare in scena, adesso al Teatro Le Muse di Ancona si alza l’asticella delle restrizioni e delle cautele.

Avete avuto problemi con le compagnie?
«Solamente uno – ammette Velia Papa – che però ci ha creato non poco disagio. Siamo stati costretti a cancellare il “Gran Galà del Balletto” in programma lo scorso 30 dicembre poiché almeno 8 danzatori della Compagnia Balletto di Milano erano risultati positivi al tampone, prima dell’arrivo ad Ancona. Per cui recupereremo la data il prossimo 29 gennaio. Abbiamo richiesto i tamponi prima che venissero ad Ancona e senza quelli con esito negativo non sarebbero entrati in teatro; così come gli altri artisti, sarebbero andati in scena senza mascherina ed era un rischio troppo grande».

Grande preoccupazione immagino anche per le Compagnie che stanno girando l’Italia…
«Esatto, anche perché abbiamo i nostri artisti in giro in tutti i teatri italiani con date e tournée serratissime. Un caso di positività rischia di far saltare tutto. È un meccanismo complesso che va gestito con cura. Adesso abbiamo Lucia Mascino a Napoli, Carlo Cecchi a Modena, Cirillo a Piacenza, più Miracoli Metropolitani di Carrozzeria Orfeo a Pavia. Quattro Compagnie con un massiccio gruppo di persone tra artisti e tecnici che devono sottoporsi a tampone ogni giorno come cautela estrema».

Altri casi di positività?
«Proprio ieri ci hanno comunicato che uno dei tecnici impegnato in tournée con una delle Compagnie è risultato positivo, è stato rimpiazzato e posto in quarantena. Sono scattate tutte le misure di controllo di chi è entrato in contatto con lui. Al momento nessun altro spettacolo è a rischio, ma le situazioni evolvono con molta rapidità e noi…navighiamo a vista sperando per il meglio».

La capienza dei teatri resta comunque al 100%: defezioni in platea?
«Nonostante la capienza sia al massimo e vi sia l’obbligo di super greenpass e delle mascherine FFP2, una generalizzata diminuzione del pubblico si è avvertita ovunque. Poi certo, dipende dalle zone, dallo spettacolo. Ma incidono sia la paura che l’avanzare veloce dello stesso virus: chi è in quarantena, chi positivo e chi per paura magari non si presenta anche se ha l’abbonamento. Accade, eccome».


  

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