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Ancona

Covid, Menzo: «L’emergenza? Il sistema sanitario disfunzionale». Ai no-vax: «Dopo 2 miliardi di vaccinazioni, superata l’idea di cavia»

Il virologo Menzo lancia l'allarme sulla riduzione dell'attività ospedaliera legata ai nuovi contagi e ai protocolli per evitare la diffusione della pandemia. Poi rivolge un messaggio direttamente ai no-vax

Il direttore della Virologia degli Ospedali Riuniti di Ancona, Stefano Menzo

ANCONA – «Le persone devono capire che il problema del Covid-19 non sono solo i morti, ma è anche il malfunzionamento ospedaliero» legato ai protocolli adottati per evitare di diffondere i contagi all’interno delle strutture ospedaliere. A lanciare l’allarme sulla questione è il professor Stefano Menzo, primario del Laboratorio di Virologia degli Ospedali Riuniti di Ancona.

Il virologo evidenzia che l’attivazione dei protocolli per evitare la diffusione del virus «abbassano moltissimo l’attività ospedaliera di tutti i reparti ordinari e dell’attività ordinaria, a partire dalla prevenzione, fino alla chirurgia non d’urgenza e questo comporta una disfunzione del sistema sanitario che porta all’aumento delle morti per altri motivi, e non per Covid».

Una riduzione, quella dell’attività, che porta le strutture ad «erogare circa il 70% delle prestazioni». Una situazione legata al «numero di contagi» e indipendente da quello dei decessi, perché i protocolli scattano con i contagi, «anche se non morisse nessuno». «È questa l’emergenza – prosegue -, stiamo vivendo un momento in cui il sistema sanitario è disfunzionale e continuerà ad esserlo per parecchio tempo».

Il virologo spiega: «Ogni volta che in ospedale in un qualsiasi reparto arriva un paziente che si rivela positivo al virus Sars-Cov2, in questo momento, anche se asintomatico, comporta la quarantena di metà del personale e quindi di fatto comporta la chiusura del reparto».

Dall’inizio della pandemia, evidenzia il virologo, «andiamo avanti periodicamente a chiudere un reparto per poi riaprirlo e chiuderne un altro»,  tutto a causa delle nuove infezioni e «quelli che non sono chiusi perché non hanno avuto casi di infezioni, comunque lavorano a regime ridotto perché le procedure sono molto onerose e portano via tempo a tutti».

«Se molti capissero questi aspetti – afferma – forse sarebbero molto più propensi a contribuire con la loro vaccinazione a ridurre le infezioni». Rivolgendosi direttamente ai no-vax, sanitari e persone comuni dice loro: «Il problema non è solo quello dei sanitari non vaccinati, ma anche delle persone che vivono fuori dall’ospedale, perché prima o poi qualcuno di loro finisce dentro l’ospedale».

Il professor Menzo invita a «non stare a sentire tutte le sciocchezze che circolano sui problemi correlati con i vaccini:  Pfizer e Moderna con cui ci stiamo vaccinando adesso, si sono rivelati, né più né meno sicuri come tutti gli altri vaccini di cui abbiamo avuto esperienza negli anni passati. Ormai sono stati vaccinati circa 2 miliardi di persone con questi vaccini, quindi credo che possa essere superata quell’idea di essere cavie di sperimentazione».

La variante Delta, che sta spingendo in alto la curva dei contati, «è ormai dominante nelle Marche» conclude Menzo ed ha soppiantato la mutazione Inglese.