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Ancona

Giornata nazionale delle vittime Covid, Saltamartini: «Medici, infermieri e operatori socio-sanitari hanno dato la vita per il prossimo»

Il 18 marzo di due anni fa i mezzi militari a Bergamo trasportavano le vittime della pandemia. L'assessore alla Sanità rende omaggio ai sanitari che hanno perso la vita per aiutare il prossimo

ANCONA – «Sono stati mesi di grande impegno e difficoltà per il mondo della sanità. Sono mancati medici, infermieri, operatori socio-sanitari che hanno dato la vita per il prossimo. A loro vogliamo intitolare reparti o interi ospedali». Così l’assessore regionale alla Sanità Filippo Saltamartini, nella Giornata nazionale in memoria delle vittime della pandemia di Covid-19.

Una data simbolo quella di oggi, con cui si ricorda l’immagine-emblema della pandemia, quella del 18 marzo del 2020 quando i mezzi militari, incolonnati uno dietro l’altro, a Bergamo trasportavano le salme delle vittime di un virus che due anni fa era ancora uno sconosciuto. Da allora sono stati compiuti grandissimi progressi scientifici, sia con la predisposizione dei vaccini, sia con terapie, tanto che dal plasma iperimmune, si è arrivati agli antivirali e agli anticorpi monoclonali.

Eppure di Covid si continua a morie e anche oggi nelle Marche si contano 7 vittime, fra le quali un 69enne senza patologie pregresse. Dall’inizio della pandemia nella regione sono morte 3.658 persone, 2.042 maschi e 1.616 femmine, con una età media di 82 anni e nel 97,2% dei casi affette da patologie pregresse. La provincia che registra più decessi correlati al virus è quella di Ancona (1.113), seguita da Pesaro Urbino (1.113), Macerata ( 625), Fermo (417) e Ascoli Piceno (320), mentre 46 vittime provenivano da fuori regione.

Filippo Saltamartini, assessore alla Sanità

L’assessore Saltamartini ricorda che «due anni fa registravamo la prima vittima del Covid all’Ospedale Santa Croce di Fano, un anziano di 88 anni, nei primi giorni di marzo. Oggi le vittime sono più di 3.600». Poi il riferimento al quadro epidemiologico attuale e alle ultime decisioni del governo, con l’allentamento alle misure restrittive per arrivare gradualmente alla normalità, e l’appello all’attenzione.

«Il Governo allenta le restrizioni, e contemporaneamente i contagi tornano a salire – osserva – . Per cui non dobbiamo abbassare la guardia. Il mio ringraziamento – conclude – va quindi a tutto il mondo della Sanità, ma anche ai marchigiani che hanno aderito in tantissimi alla campagna vaccinale, permettendoci di allentare la pressione sulle strutture ospedaliere, nonostante l’altissimo numero dei contagi che abbiamo registrato in questa quarta ondata».

Nadia Storti, direttore generale Asur Marche

Anche il pensiero del direttore generale di Asur Marche, Nadia Storti, va al personale sanitario, in prima linea nella pandemia. Storti torna a «rivolgere un ringraziamento nei confronti di tutti i professionisti sanitari che senza risparmiarsi si sono spesi con abnegazione per il bene della nostra comunità. Ed in questa ricorrenza il pensiero non può che andare in particolare a quanti fra di noi hanno pagato la dedizione alla cura del prossimo con il prezzo più alto: quello del sacrificio della propria vita e quello dei propri cari. I morti – conclude – non fanno più rumore del crescere dell’erba, scriveva Giuseppe Ungaretti, spetta allora al ricordo vivido della nostra testimonianza coltivarne la memoria con rispetto e gratitudine».