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Ancona

Covid, l’appello dei camici bianchi dorici: «Vaccino indispensabile per uscire dall’emergenza»

Il presidente dell'Ordine dei medici di Ancona, Borromei e il segretario Guerrieri ci hanno raccontato la loro esperienza con la vaccinazione contro il covid. E rivolgono un appello alla popolazione

Immagine di repertorio

ANCONA – «La vaccinazione è un presidio indispensabile per poter uscire dall’emergenza». Ne è convinto il presidente dell’Ordine dei Medici di Ancona, Fulvio Borromei, tra i primi 200 sanitari delle Marche a sottoporsi volontariamente alla vaccinazione contro il covid-19. La somministrazione è avvenuta al Carlo Urbani di Jesi nella mattinata di ieri durante il Vaccine Day, la data simbolica per la partenza europea della più imponente campagna vaccinale della storia, che si è svolta in contemporanea in tutte le regioni italiane e nei paesi membri dell’Unione Europea.

«Sto bene – dichiara – e non ho avuto nessun effetto collaterale dopo la somministrazione del vaccino, tanto che sto lavorando come sempre». Il presidente dei camici bianchi dorici spiega che quella di ieri (domenica 27 dicembre) «è stata una giornata particolarmente importante» a voler sottolineare che la vaccinazione è fondamentale per uscire finalmente dalla pandemia che ha stravolto vite ed economia, mietendo vittime anche fra i sanitari al punto che «ogni giorno muore un medico e mezzo».

In Italia fra prima fase e seconda ondata sono infatti 270 i medici deceduti (al 24 dicembre) stando ai numeri della Fnomceo, la Federazione nazionale degli Ordini dei Medici. Lutti che non fanno altro che indebolire la catena delle cure, visto che la pandemia «sta decimando la classe medica».

Il momento della vaccinazione del dottor Fulvio Borromei

Borromei parla di «un gesto di rispetto visto il ruolo che abbiamo come medici ed operatori sanitari e in linea con il nostro codice deontologico, che ci richiama alla responsabilità nei confronti dei nostri pazienti e della collettività tutta». Inoltre sottolinea che la vaccinazione «ha un valore scientifico molto elevato» e che «bisogna porre l’attenzione sui vantaggi che sono innumerevoli e sotto gli occhi di tutti se si sa leggere la storia: se malattie come la Polio o altre, importanti e molto diffusive, non ci sono più lo dobbiamo proprio ai vaccini».

Secondo il presidente dei camici bianchi ««bisogna avere fiducia nella scienza e i medici debbono sostenere la vaccinazione» spiegando e informando i pazienti. Inoltre invita tutti i medici ad aderire alla campagna vaccinale contro il covid, perché «è nostro dovere proteggerci dal virus affinché possiamo al meglio proteggere e tutelare la salute di tutti».  Un contesto nel quale la comunicazione è fondamentale affinché «i cittadini possano comprendere» l’importanza della somministrazione.

La vaccinazione alla dottoressa Arcangela Guerrieri

A sottoporsi volontariamente al vaccino contro il covid è stata anche la dottoressa Arcangela Guerrieri, segretario Omceo (Ordine dei Medici e Chirurghi della provincia di Ancona) e membro del comitato tecnico vaccinale della regione. «Mi sono commossa quando ho visto arrivare i vaccini scortati dalla Polizia di Stato al Carlo Urbani – spiega – . Sono onorata di essere stata fra i primi e contenta perché finalmente vediamo la luce in questo tunnel della pandemia». La dottoressa, pediatra di libera scelta, afferma: «Sto benissimo, mi sento in piena forma e non ho avuto nessun problema dalla vaccinazione». Nelle Marche si stima che l’adesione del personale sanitario alla vaccinazione possa oscillare tra il 40 e l’80 in base ai numeri riferiti ieri dall’assessore alla Sanità Filippo Saltamartini al Vaccine – Day, la dottoressa Guerrieri invita medici, infermieri e assistenti sanitari a vaccinarsi: «Ci aspettiamo una adesione maggiore da parte dei medici, il vaccino è sicuro e questa è la sola via di uscita dalla pandemia».

Un invito che estende anche alla popolazione che deve essere tranquilla sulla sicurezza del vaccino: «Non ci siamo vaccinati solo per la nostra difesa e per essere pronti a vaccinare tutti, ma anche per dimostrare che siamo sereni nei confronti del vaccino, un segno che vogliamo dare alla popolazione».