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Ancona

Ancona: corruzione in Comune, chiesta condanna per Bonci

Il geometra infedele non ha potuto patteggiare. Va avanti con l’abbreviato. La Procura chiede una pena di due anni e otto mesi

Il Comune di Ancona

ANCONA – Prima richiesta di condanna per la maxi inchiesta della corruzione in Comune “Ghost Jobs”. È quella per il geometra infedele Simone Bonci. La Procura ha chiesto una pena a due anni e otto mesi, in abbreviato. Per lui questa mattina è saltato il patteggiamento dopo che la Corte di Cassazione, la settimana scorsa, aveva annullato l’ordinanza del Riesame e quella del dissequestro di circa 33mila euro che era stata emessa dal gup in favore dell’imputato. Con quei soldi Bonci aveva già risarcito il Comune, aggiungendo altri 10mila euro per arrivare alla somma corruttiva contestate nelle accuse a suo carico, ma il pubblico ministero Ruggiero Dicuonzo ha chiesto adesso la confisca del pagamento. La difesa di Bonci, gli avvocati Riccardo Leonardi e Lorenza Marasca, aveva chiesto in subordine al patteggiamento l’abbreviato.

Nell’udienza di oggi hanno discusso tutte le difese, anche quelle degli imprenditori accusati al pari del geometra di corruzione aggravata.

Due patteggeranno, Marco Duca, dell’omonima azienda di Cupramontana e Carlo Palumbi, dell’azienda di Teramo. La Procura oggi ha chiesto il rinvio a giudizio di tutti gli altri che non hanno fatto richieste di riti alternativi: Francesco Tittarelli, di Ancona, Tarcisio Molini, della Mafalda Costruzioni di Cingoli e l’osimano Moreno Ficola. Per repliche e decisioni l’udienza è stata aggiornata al prossimo 25 novembre quando saranno passati ormai tre anni esatti dagli arresti. Un’indagine venuta a galla a novembre 2018 e dove l’ex dipendente comunale Bonci è accusato di aver pilotato appalti di lavori pubblici a ditte amiche e aver facilitato il pagamento alle stesse di lavori mai eseguiti o in parte fatti in cambio di varie utilità come cellulari, telecamere, un portone blindato e un bagno.