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Ancona

Corruzione in Comune, chiuse le indagini: oltre a regali contestate anche mazzette

Le notifiche del 415 bis sono arrivate in questi giorni ai 5 indagati dell'inchiesta “Ghost Jobs” dove spicca il geometra comunale Simone Bonci. Giro di denaro fino a 8mila euro. Spunta un quarto imprenditore corrotto per lavori al cimitero di Montesicuro

Le forze dell'ordine davanti al comune di Ancona
Le forze dell'ordine davanti al comune di Ancona

ANCONA – Corruzione in Comune, la Procura ha chiuso le indagini preliminari sul presunto giro di appalti pilotati in favore di ditte amiche. In 5, quattro imprenditori e un geometra comunale, erano finiti in manette il 7 novembre scorso con l’accusa di corruzione aggravata.

Le notifiche del 415 bis sono arrivate in questi giorni a tutti gli indagati: il geometra Simone Bonci, l’amministratore delegato della “Mafalda Costruzioni” di Cingoli Tarcisio Molini e gli imprenditori Francesco Tittarelli di Ancona, Marco Duca di Cupramontana e Carlo Palumbo della ditta “Procaccia & C,” di Teramo. Per tutti è rimasta in piedi l’accusa di corruzione.

A Bonci viene contestata anche l’istigazione alla corruzione nei confronti di una professionista, ingegnere, alla quale avrebbe promesso l’affidamento della progettazione per i loculi al cimitero di Tavernelle, per un importo di 15mila euro, in cambio di una mazzetta da 5mila euro.

Nel capo di imputazione formulato dai pm titolari del fascicolo “Ghost Jobs”, il procuratore aggiunto Valentina D’Agostino e il sostituto procuratore Ruggiero Dicuonzo, non ci sono solo i regali fatti al geometra già contestati quando il gip Sonia Piermartini firmò le misure cautelari, relative al bagno a casa di Bonci, un portone blindato e apparecchiature tecnologiche, ma secondo l’accusa il geometra avrebbe ricevuto anche somme di denaro «per atti contrari a doveri d’ufficio». Cifre che vanno da mille a 8mila euro.

I pm fanno riferimento anche ad una serie di lavori pubblici assegnati nel presunto giro corruttivo, tirando in ballo anche un quinto imprenditore edile della zona di Osimo per il quale si procederà separatamente. Qui la contestazione riguarda lavori al cimitero della frazione di Montesicuro.

Bonci, difeso dall’avvocato Riccardo Leonardi, non è più ai domiciliari. Il gip Sonia Piermartini ha revocato la misura sostituita con l’obbligo di dimora nel Comune di Ancona. Per gli altri quattro indagati erano stati già revocati in precedenza i domiciliari. A causa dell’emergenza coronavirus sono stati sospesi i termini per le indagini preliminari fino al 15 aprile. Gli avvocati avranno più tempo per presentare memorie e integrare la fase difensiva.