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Ancona

Bonus baby sitter e centri estivi, ecco come funziona e chi può fare domanda

Alternativa al congedo parentale, il contributo può essere richiesto da alcune categorie di genitori che hanno figli di età non superiore a 12 anni. Il presidente del Consiglio Provinciale dell'Ordine dei Consulenti del lavoro di Ancona ci spiega requisiti e modalità di richiesta

ANCONA – Dipendenti del settore privato, autonomi, lavoratori iscritti alla gestione separata, dipendenti pubblici del settore sanità, sicurezza, difesa e soccorso pubblico. Sono loro i genitori che potranno richiedere il bonus baby sitter il contributo destinato ai genitori che lavorano per pagare quelle figure che accudiscono i figli dopo che le scuole sono state chiuse per l’epidemia di coronavirus. La novità dell’ultimo Decreto varato dal governo è che potranno essere spesi anche per i centri estivi che riapriranno i battenti già dall’8 giugno. Vediamo come richiedere il contributo che rappresenta un sostegno molto importante dopo la crisi di liquidità generata dal lockdown.

«Il bonus per l’acquisto di servizi di baby sitting nasce dall’esigenza di dare un sostengo concreto alle famiglie che si sono trovate a dover fronteggiare l’assenza dei servizi educativi a causa dell’emergenza sanitaria e che abbiano un figlio di età non superiore ai 12 anni alla data del 5 marzo 2020 – spiega Roberto Di Iulio presidente del Consiglio Provinciale dell’Ordine dei Consulenti del lavoro di Ancona -. Con l’ultimo decreto legge, il bonus già previsto dal “Cura Italia”, è stato incrementato nell’importo ed ampliato nelle possibilità di utilizzo».

A chi spetta? Nel settore privato lo possono richiedere i genitori lavoratori dipendenti, i genitori iscritti alla gestione separata quelli autonomi. Nel settore pubblico invece, la prestazione è riservata ai dipendenti del settore sanitario, sicurezza, difesa e soccorso pubblico. «L’erogazione del Bonus – prosegue – è alternativa alla richiesta degli altri congedi parentali previsti e che, di fatto, consentono al genitore di restare a casa ed occuparsi personalmente dei propri figli». Il contributo copre il periodo che va dalla data del 5 marzo 2020 al 31 luglio 2020.

Roberto Di Iulio, presidente del Consiglio Provinciale dell’Ordine dei Consulenti del lavoro di Ancona

Come si presentano le domande e entro quando? Le domande devono essere presentate «esclusivamente tramite il portale Inps dopo aver acquisito il Pin da richiedere all’Istituto – spiega Di Iulio -. Per chi non ne fosse già in possesso o non sia titolare di un’identità digitale Spid, al fine di semplificare e velocizzare il rilascio del Pin, l’Inps consente di presentare le domanda del bonus utilizzando il Pin semplificato che si compone di soli 8 caratteri e viene rilasciato integralmente in fase di registrazione al portale».

Con il Decreto Rilancio, il bonus inizialmente da 600 euro è stato innalzato a 1.200 euro, mentre per medici, infermieri, tecnici sanitari e ricercatori impegnati nella lotta al virus, oltre che per i lavoratori del comparto sicurezza, difesa e soccorso pubblico è stato portato a 2.000 euro.

Come viene erogato? I genitori riceveranno il contributo sul Libretto Famiglia una sorta  si salvadanaio che si attiva aprendo una propri posizione Inps come utilizzatore di prestazioni di lavoro occasionale. Anche la baby sitter dovrà registrarsi sul portale come fornitore delle prestazioni, solo dopo potrà essere usato il contributo. «Basterà poi registrare le attività lavorative svolte in ore e l’Inps provvederà mensilmente ad accreditare l’importo direttamente sul conto corrente della persona che ha reso la prestazione attingendolo dal Libretto Famiglia – spiega il consulente del lavoro -. Il saldo del Libretto sarà sempre visibile dal genitore richiedente, semplicemente accedendo tramite il portale Inps».

Un’altra importante novità, inserita con il Decreto Rilancio, è la possibilità di spendere il bonus anche per l’iscrizione ai centri estivi, ai servizi integrativi per l’infanzia, ai servizi socio-educativi territoriali. «Si amplia così la possibilità di scelta del servizio da utilizzare da parte delle famiglie che, qualora ricorrano a tali nuove possibilità, potranno richiedere il pagamento diretto dell’importo che utilizzeranno per pagare il corrispettivo del servizio reso senza quindi ricorrere al libretto famiglia».
L’Inps sta completando un aggiornamento delle procedure informatiche e una volta ultimato già dalla prossima settimana potranno essere inoltrate le domande.