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Ancona

Coronavirus, Arrigoni attacca Ceriscioli, lui replica: «Importante coordinarsi con lo Stato centrale»

Dopo lo stop di Conte all'ordinanza regionale di sospensione delle attività scolastiche, delle manifestazioni pubbliche e sportive sono arrivate reazioni politiche a catena. Acquaroli contesta l'azione di Conte

Luca Ceriscioli alla conferenza stampa sul Coronavirus

ANCONA – È già polemica sullo stop all’ordinanza con cui la Regione Marche intendeva sospendere attività scolastiche, manifestazioni sportive e pubbliche per una settimana a partire da domani 25 febbraio.

La chiamata del presidente del Consiglio Giuseppe Conte arrivata proprio durante la conferenza stampa di presentazione delle misure adottate alla Regione, al cellulare del presidente regionale Luca Ceriscioli, ha subito suscitato le reazioni della Lega.

A muovere critiche è il senatore e commissario regionale Paolo Arrigoni: «Il presidente della Regione Marche, Luca Ceriscioli, prima annuncia un’ordinanza per chiudere tutte le scuole e poi fa dietrofront dopo una telefonata di Conte – commenta -. O l’ordinanza serve, e quindi il governatore non ha coraggio e il premier è un irresponsabile, oppure l’ordinanza non serve e quindi Ceriscioli ha commesso un errore. In entrambi i casi, la Regione non è in buone mani».

Dichiarazioni alle quali Ceriscioli ha replicato spiegando che «l’ordinanza serve, è utile e importante, ma è anche importante coordinarsi con lo Stato centrale per l’emergenza nazionale».

Ad attaccare sono anche i consiglieri regionali della Lega Sandro Zaffiri, Mirco Carloni, Marzia Malaigia e Luigi Zura Puntaroni che in una nota battezzano la «retromarcia di Ceriscioli» come «un atto di debolezza di fronte a una emergenza conclamata».  Insomma per la Lega la chiamata di Conte «rappresenta un “commissariamento” per Ceriscioli. Se l’ordinanza annunciata è stata ritenuta necessaria significa che esistevano i presupposti di rischio per la salute pubblica in materia di prevenzione, che non possono certamente essere rimandati a domani. Oppure questi rischi non ci sono? Stiamo assistendo increduli ad una totale inconsistenza di Ceriscioli e di tutta la giunta regionale che non sa prendere una decisione e rischia di aggravare la situazione con l’incertezza e un dilettantismo che i marchigiani non si meritano. Invece, purtroppo, gli è mancato il coraggio, ed è tornato ad orecchie basse sui suoi passi, probabilmente rinviando la scelta di 24 ore, ma a quel punto sarà tardi perché domani è martedì grasso e saranno già in corso le manifestazioni programmate» .

Il candidato del centro destra alla presidenza della Regione Marche Francesco Acquaroli ha dichiarato «è paradossale quello che sta accadendo in queste ore nella Regione Marche. L’ordinanza per la chiusura di tutte le scuole e le università e lo stop alle manifestazioni pubbliche annunciata questa mattina dal presidente Ceriscioli è stata bloccata dopo l’intervento del premier Conte.

Un’intromissione che ci lascia perplessi – spiega – perché tratta le Marche come una Regione commissariata dal Governo. Una situazione che rischia di creare incertezza e confusione tra i cittadini, che hanno bisogno di informazioni chiare e certe sull’emergenza coronavirus. Al momento nella nostra Regione non sono stati registrati casi, ma crediamo necessario e urgente adottare ogni iniziativa di prevenzione. Da questo punto di vista, rimanendo in attesa di indicazioni delle autorità competenti, crediamo sia utile sospendere ogni manifestazione pubblica di campagna elettorale. Per noi la salute e la sicurezza dei nostri cittadini è prioritaria e va messa al primo posto».

Sulla polemica interviene anche Forza Italia con il commissario regionale Francesco Battistoni che chiede con urgenza la nomina di un assessore alla sanità. Il senatore forzista parla della telefonata come del «momento più imbarazzante dell’intera legislatura» di Ceriscioli. «Scuole aperte, poi scuole chiuse e poi riaperte, tutto nel giro di un’ora – commenta – . La chiave di lettura è una soltanto: le Marche non hanno una guida politica significativa e con il peso specifico che il territorio marchigiano merita. Per questi ultimi mesi che rimangono di governo, il suggerimento che posso dare al governatore è quello di lasciare la delega alla sanità e nominare un assessore, perché questo momento di criticità nazionale sul coronavirus non può essere affrontato così alla rinfusa».

Gli fa eco la consigliera regionale di Forza Italia Jessica Marcozzi che definisce «tutto ciò è gravissimo». «Con conferenza stampa, in diretta social, dell’Amministrazione regionale viene annunciata la chiusura delle scuole dall’oggi al domani. E migliaia di famiglie si mobilitano, chiamate ad organizzarsi in poche ore, molti lavorano e non sanno cosa fare. Ma poi arriva Conte e dietrofront per tutti. E il caos è servito: l’ordinanza serve o no? La domanda che si pongono ora i genitori, il personale scolastico, i bambini, la popolazione marchigiana tutta, è più che legittima. In un momento in cui servono assoluta tranquillità e razionalità, senza alcun allarmismo, il Governo e l’Amministrazione regionale ci dicano davvero quale è lo stato dell’arte sul Coronavirus. Serve la chiusura delle scuole? Serve dunque anche la chiusura di tutti gli uffici e enti pubblici o no? I marchigiani, gli italiani meritano chiarezza. E ancora una volta i sindaci lasciati soli nel dover rispondere alle legittime domande dei cittadini».