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Ancona

Coprifuoco e regole anti-Covid: clochard multati di notte e la mattina di Natale. La lotta per annullare le sanzioni

Come può rispettare certe normative chi vive per strada? L'avvocato Valeri, che battaglia per i senzatetto di Ancona: «Sono verbali inutili». Solidarietà da parte della San Vincenzo de Paoli

Senzatetto

Cresce l’esercito degli invisibili, i clochard che vivono ai margini e dormono per strada. Un fenomeno che trasversalmente interessa tutte le città ma che ad Ancona preoccupa, laddove questi “fantasmi di strada” vengono multati per inosservanza dei Dpcm anti-Covid: non avendo una casa, è difficile per loro non farsi trovare “in giro” dopo il coprifuoco.
Il virus colpisce duro anche sotto questo aspetto, accentuando le povertà e aumentando il divario sociale tra le persone.

Negli ultimi due mesi ad Ancona e Falconara sono state comminate sei multe ad altrettanti clochard, che hanno deciso di affidarsi all’avvocato di strada Daniele Valeri di Ancona per farle annullare: chi non ha denaro per un pasto caldo come potrebbe pagare 400 euro di multa? Casi analoghi se ne sono registrati anche nel resto d’Italia, con i prefetti che le hanno tutte annullate. Ora il legale sta lavorando per presentare un ricorso in cui si chieda l’annullamento delle sanzioni al Prefetto.

«Sono verbali inutili – dichiara l’avvocato Valeri -: che senso ha farne a chi non ha neanche i soldi per un caffè, vive di elemosina e dorme su una panchina? Molti le hanno proprio stracciate fingendo di non averle mai prese, altri si sono rivolti a me per chiedere che vengano annullate».

Le multe sono state elevate ad Ancona e Falconara da agenti della Polstrada e dai Carabinieri. Per lo più si tratta di persone trovate per strada dopo le 22, pizzicate a vagabondare in cerca di un posto dove dormire. Violazione del coprifuoco e in un caso, anche delle restrizioni del lockdown di dicembre: ma ciò che rende ancora più triste l’applicazione rigida della norma è che un senzatetto è stato multato la mattina di Natale dopo che, avendo dormito per strada, era riuscito a rimediare una colazione grazie al buon cuore di chi gliel’aveva donata. La stava consumando su una panchina non avendo un posto dove andare ed è incappato nei controlli e quella pausa gli è costata 400 euro.

Sulla vicenda interviene anche la San Vincenzo de Paoli di Jesi, associazione cattolica che si occupa in Italia di assistenza agli indigenti dal 1850. «In merito alla vicenda delle sanzioni elevate nel capoluogo dorico ai clochard che dormivano per strada dopo le 22 (non avendo altro tetto sotto cui ripararsi) la San Vincenzo esprime la propria solidarietà ai senzatetto multati – fa sapere il presidente Gabriele Cinti -: questa situazione è stata segnalata dall’avvocato di strada Daniele Valeri il quale ha evidenziato come con il Covid si sia drasticamente ridotta la disponibilità di posti letto per i senza fissa dimora nelle strutture preposte della nostra provincia. Nulla è stato fatto per risolvere questo problema a distanza di oltre un anno dall’inizio della pandemia, e tra le persone multate diverse sono in attesa del riconoscimento dello status di “rifugiato politico”, che in Italia viene concesso dopo circa 250 giorni dalla domanda contro una media degli altri Paesi europei di 65 giorni, diverse altre sono persone che per varie circostanze si trovano a vivere per la strada, con tutto ciò che questo comporta».

Secondo un’indagine Istat del 2015 sono oltre 50.000 le persone senza fissa dimora in Italia. Lo stesso Istituto di ricerca ricorda che l’indicatore di povertà o esclusione sociale – che è stato assunto nella strategia europea 2020 – individua come a rischio il 29,9% della popolazione residente in Italia, più dell’1,7% rispetto al 2011, oltre 5 punti percentuali sopra il 24,8%, dato medio europeo.

«Inutile nascondere questa realtà – conclude Cinti – che si è, per l’appunto, ulteriormente aggravata con la pandemia. Auspichiamo come Società di San Vincenzo de Paoli, così come suggerito dall’avvocato Valeri, che vengano ripristinati al più presto tutti i posti letto a disposizione dei senzatetto prima dell’emergenza Covid, e che il prefetto provveda ad annullare le sanzioni amministrative elevate nei confronti dei clochard».

Di questi “invisibili” si occupa anche il “Servizio di strada onlus”, nato nel 2006 ad Ancona proprio con lo scopo di avvicinare i poveri, conoscerli, parlargli, restituire a loro la dignità di persone. Di notte, la onlus organizza un servizio di strada per raggiungere le povertà più nascoste della città, distribuendo dai 50 ai 70 pasti caldi e per costruire una rete di rapporti personali con coloro che la società chiama “invisibili”. L’associazione cura la distribuzione in strada di cibo, bevande calde, vestiario, coperte, medicine… Un impegno costante per i poveri e senza dimora, nonché per l’inserimento o reinserimento di essi nel tessuto sociale, grazie alla collaborazione con le istituzioni e il mondo del volontariato.