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Ancona

Contratti collettivi integrativi, vinto il ricorso al Giudice del Lavoro contro Asur Marche

La Federazione Veterinari Medici aveva presentato ricorso nell'aprile scorso dopo un lungo braccio di ferro con il direttore generale Nadia Storti. Ecco i contorni della vicenda

ANCONA – Accolto il ricorso della Federazione veterinari e medici presentato nell’aprile scorso. Il Giudice del Lavoro di Ancona ha infatti «dichiarato l’antisindacalità della condotta dell’Asur Marche» scrive la Federazione in una nota, a proposito della organizzazione sindacale. La vicenda era scaturita dalla vertenza pluriennale per il rinnovo dei contratti collettivi integrativi per i medici. I sindacati avevano chiesto già da tempo all’Asur Marche i dati sulla costruzione dei fondi contrattuali relativi al periodo dal 2010 al 2019 con i residui economici utilizzati e quelli ancora da distribuire. Dati che però non erano mai arrivati, tanto da spingere Fvm (Federazione Veterinari Medici) Marche a ricorrere al Giudice del Lavoro «per condotta antisindacale», ricorda Alessandra Moraca, vice presidente della Federazione.

Ad inasprire lo scontro, il fatto che nel marzo scorso «in piena crisi Covid-19, l’Asur invitava i sindacati a sottoscrivere i contratti integrativirivelando, senza averne mai prima fatto cenno, che vi sono ben 26,5 milioni circa da distribuire – ricorda la Moraca -. Senza alcuna spiegazione di come questa cifra era stata calcolata, ma chiedendo ai sindacati di fare una specie di “atto di fede” sulla veridicità del suo ammontare, peraltro approssimativo, tralasciando, nel presunto calcolo, di considerare ben quattro anni, dal 2010 al 2014».

Una trattativa poi «unilateralmente interrotta» dal direttore generale Asur Marche Nadia Storti che aveva dato un «termine di soli dieci giorni per sottoscrivere i contratti nella versione “aziendale” – si legge nella nota stampa della Federazione Veterinari Medici – . Il tentativo di mettere alla strette i sindacati era finalizzato a procedere, con un vero e proprio colpo di mano, alla distribuzione dei fondi di posizione e di risultato (parecchi milioni di euro) ai dirigenti medici, senza aver prima consegnato ai sindacati la documentazione necessaria a verificare la consistenza attuale dei fondi (che al sindacato risulta di gran lunga superiore rispetto a quella dichiarata dalla Azienda) ed i criteri di ripartizione degli stessi. In buona sostanza,  come ha sottolineato il Giudice del Lavoro, l’Asur Marche, presentando la documentazione in modo “opaco a qualsiasi indagine” avrebbe di fatto attuato una “usurpazione” del ruolo del sindacato, a cui solo spetta di decidere come dare la più completa tutela ai propri assistiti e come esercitare le proprie prerogative. Di qui la declaratoria di antisindacalità della condotta datoriale e l’ordine giudiziale all’Asur Marche di consegnare tutta la documentazione richiesta dalle organizzazioni sindacali in sede di trattativa».

Una vittoria, quella del ricorso, che però non spinge i sindacati ad abbassare la guardia, infatti come evidenzia il presidente regionale della Federazione, Antonio Angellotti «rimane ora, però, il dubbio: basterà l’ordine giudiziale a consentire all’organizzazione sindacale vittoriosa in giudizio di ottenere dalla parte datoriale i documenti necessari a verificare se i fondi destinati ai propri iscritti siano stati accantonati correttamente, non abbiano mai subito ammanchi e siano distribuiti per l’intero ai dirigenti medici aventi diritto?».