Consiglio regionale: via libera al cohousing. Il punto su Centro NeMO e Piano Socio Sanitario

La coabitazione permetterà agli anziani di restare nella propria abitazione, condividendola con altre persone in condizioni di fragilità sociale o economica. In fase di conclusione l'iter per la realizzazione del Centro dedicato ai malati di patologie neuromuscolari. Intanto il Piano Socio Sanitario regionale procede con l'obiettivo di essere approvato entro l'estate

L'aula del Consiglio Regionale
L'aula del Consiglio Regionale

ANCONA – Il Consiglio Regionale ha approvato all’unanimità, nella seduta di ieri (26 febbraio) la mozione che di fatto da il via libera all’introduzione nel Piano Socio Sanitario, di progetti di housing e cohousing sociale per anziani. Obiettivo trovare soluzioni al problema abitativo, sempre più diffuso tra le fasce deboli della popolazione, attraverso progetti di coabitazione. Grazie alla condivisione delle abitazioni, anche fra soggetti di età diverse, si crea una contaminazione tra generazioni e stili di vita diversi.

Una soluzione particolarmente vantaggiosa sia per le persone che non possono permettersi un tetto sulla testa, sia per gli anziani che spesso non desiderano finire i loro giorni in una Casa di riposo. Questi progetti permetteranno alle persone anziane di restare nella propria abitazione, condividendola con altre persone in condizioni di fragilità sociale e economica (come ad esempio ragazze madri e padri separati).

Piergiorgio Fabbri

Nonostante la condivisione di spazi comuni, come la cucina e la lavanderia, ognuno dei “coabitanti” manterrà la sua privacy.  Ha espresso soddisfazione il consigliere regionale del M5Stelle  Piergiorgio Fabbri, promotore della mozione che chiede l’attivazione di progetti pilota: «È stata approvata all’unanimità perché ritenuta una buona idea e penso che nel piano socio sanitario questa cosa potrà essere realizzata».

IL PUNTO SUL CENTRO NEMO
Tra le interrogazioni che hanno avuto al centro il tema sanità, quella presentata dal consigliere regionale di Art.1-Mdp, Gianluca Busilacchi, che ha sollecitato la Giunta chiedendo spiegazioni sullo stato di attivazione del Centro Clinico NeMO, rivolto alle persone affette da patologie neuromuscolari. Per aprire questo servizio, che sarebbe dovuto sorgere all’interno degli Ospedali Riuniti di Ancona, la Regione aveva sottoscritto il 23 maggio del 2017 un protocollo d’intesa con 7 associazioni del settore, scegliendo di percorrere la strada delle sperimentazioni gestionali tra pubblico e privato. 

Obiettivo garantire ai malati di SLA (Sclerosi Laterale Amiotrofica), distrofie muscolari e altre patologie neuromuscolari, un centro di riferimento regionale con percorsi dedicati, in collaborazione con la Fondazione Paladini onlus che sostiene questi malati.

Luca Ceriscioli

Il presidente della Giunta, Luca Ceriscioli, rispondendo all’interrogazione ha spiegato di tenere in modo particolare al progetto e di averne seguito personalmente l’iter. L’Azienda ha valutato diversi modelli gestionali e «dal quadro comparativo tra sperimentazione e altre forme è emerso che in termini di efficienza è più conveniente l’accreditamento», ha detto Ceriscioli spiegando che il 21 febbraio scorso si è tenuto un confronto proprio su questo tema tra i vertici dell’Azienda Ospedaliera.
Ceriscioli ha infine annunciato che «entro la metà del prossimo mese saranno definiti tutti gli aspetti per compiere l’ultimo passo e completare il percorso».   

Gianluca Busilacchi
Gianluca Busilacchi

«La risposta dell’assessore alla sanità Ceriscioli mi conforta – ha commentato Gianluca Busilacchi – perché è stato annunciato che entro poche settimane si dovrebbero concludere gli aspetti legati alla procedura amministrativo-gestionale che porteranno molto presto alla nascita di Nemo. Ritengo però che non sia più possibile attendere oltre, perché la questione, che è stata aperta due anni fa da una mia interrogazione in aula all’assessore Ceriscioli, attende una risposta. Sono oltre due anni che i pazienti con malattie neuromuscolari attendono con speranza, ormai è giunta l’ora di passare dalle parole ai fatti».

HOSPICE DI FOSSOMBRONE
Discussa anche l’interrogazione del consigliere regionale Fabrizio Volpini circa l’ampliamento dell’hospice di Fossombrone con altri 10 posti letto, come stabilito dalla Delibera di Giunta 1105/2017 che si proponeva di caratterizzare l’hospice anche per l’accoglienza alle persone affette da patologie cronico-degenerative neurologiche, quindi non più solamente ai pazienti oncologici.

«La Regione Marche è stata inadempiente nella realizzazione del numero di posti letto per gli hospice da aprire rispetto a quanto previsto dal piano nazionale, tanto che abbiamo dovuto restituire 662mila euro», ha spiegato Volpini sulla base di quanto risulta dal Report nazionale realizzato dal Ministero della Salute. Ancora nulla sul fronte della palliazione pediatrica, e proprio su questo Fabrizio Volpini ha annunciato un apposito ordine del giorno a breve in Consiglio Regionale, dove intende ribadire l’urgenza di far partire questo servizio.

Fabrizio Volpini
Fabrizio Volpini

«Non è più procrastinabile l’ampliamento dell’hospice di Fossombrone che dovrebbe essere rivolto alle cure palliative non oncologiche per le malattie cronico-degenerative non neurologiche di cui c’è un estremo bisogno» ha detto Volpini. Complessivamente sono sette gli hospice nelle Marche, per un totale di 66 posti letto, tutti per adulti.

Per quanto riguarda il Piano Socio Sanitario regionale, invece Volpini ha spiegato che «è arrivato in commissione la settimana scorsa, dopo una lunga gestazione presso il servizio salute e la giunta. La discussione con le audizioni inizierà dopo l’approvazione dei manuali di autorizzazione e accreditamento. Mancano quelli relativi agli anziani, agli hospice, alle comunità e del sociale, mentre sono pronti quelli delle strutture ospedaliere ed extra ospedaliere».

A tal proposito il presidente della IV Commissione Sanità regionale ha annunciato di aver messo in cantiere una intensificazione delle sedute della Commissione per audire chi lo aveva richiesto. «Marzo – ha concluso Volpini – sarà tutto incentrato sulla preparazione dei manuali, dopo di che potremmo concentrarci sul piano» con l’obiettivo di approvarlo prima dell’estate.