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Ancona

Commissione Pari Opportunità, proposta sostituzione commissaria dem con FdI. Pd: «Sbilanciati equilibri»

Il gruppo consiliare del Pd attacca i consiglieri di maggioranza dell'ufficio di presidenza per la proposta di sostituire una commissaria dem con una Fdi. La proposta dovrà essere approvata dall'Assemblea legislativa delle Marche

gruppo pd
Il gruppo assembleare del Pd

ANCONA – «Con i voti del presidente Dino Latini e dei consiglieri di maggioranza Luca Serfilippi e Gianluca Pasqui, l’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale delle Marche ha votato» il 26 luglio «la proposta di sostituire nella Commissione per le Pari opportunità tra uomo e donna la figura di Raffaella Bresca, componente dimissionaria in quota al centrosinistra, con Eglantine Groppa, candidata da Fratelli d’Italia. Respinta invece la proposta dei consiglieri di minoranza, Andrea Biancani e Micaela Vitri, che chiedevano di individuare una donna proveniente dalle fila del centrosinistra». La denuncia arriva dal gruppo consiliare del Pd.

Secondo i dem «con un vero e proprio atto di prevaricazione i consiglieri di maggioranza dell’Ufficio di Presidenza hanno licenziato una proposta che andrà a sostituire una commissaria del Partito Democratico con una di Fratelli d’Italia, sbilanciando così gli equilibri di rappresentanza all’interno della Commissione Pari opportunità e disattendendo gli accordi raggiunti a suo tempo tra maggioranza e opposizione. È molto grave che a rendersi protagonisti di questo colpo di mano sia stato anche il presidente Latini, il quale, da Statuto, dovrebbe svolgere con imparzialità un ruolo di garanzia a tutela di tutti gruppi assembleari. Esattamente il contrario di quanto accaduto» perché con «il suo voto ha scelto di favorire l’ormai nota bramosia dei suoi alleati di Fratelli d’Italia, sempre pronti a occupare ogni posto appena se ne presenta l’occasione».

La proposta dovrà essere approvata dall’Assemblea legislativa delle Marche in una delle prossime sedute. «Auspichiamo che questo strappo politico-istituzionale – dice il gruppo – possa ricomporsi in Consiglio, altrimenti daremo dura battaglia a difesa non di un nome, ma del principio democratico che sancisce come le istituzioni appartengano a tutti e non a chi temporaneamente ricopre incarichi di governo. Principio tanto più valido e necessario quando parliamo di argomenti legati alle pari opportunità tra uomo e donna, che richiedono un dialogo serio, corretto e collaborativo tra sensibilità diverse».