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Ancona

Commissariamento Parco del Conero, Sel-Abc: «Il Pd sta uccidendo un’eccellenza»

Per Rubini è scontro all'interno del Pd sul nome del futuro presidente del Parco del Conero: da un parte c’è Carlo Rossi, portavoce del sindaco Valeria Mancinelli, dall’altra Fabia Buglioni, già vice presidente del Parco

Parco del Conero

ANCONA- «Il Pd sta uccidendo un’eccellenza». Il Gruppo consiliare Sel-Ancona Bene Comune torna a parlare del commissariamento del Parco del Conero e dei ritardi sulla nomina del presidente. L’incarico di commissario straordinario è stato affidato all’architetto Maurizio Piazzini e il commissariamento iniziato lo scorso ottobre sarebbe dovuto terminare a fine gennaio invece, si paventa l’ipotesi di una proroga di altri 18 mesi, quindi fino al 2019. È quanto prevede la proposta di legge della Giunta regionale in attesa dell’approvazione della riforma regionale dei Parchi. È scontro poi all’interno del Pd sul nome del futuro presidente del Parco del Conero: da un parte c’è Carlo Rossi, portavoce del sindaco Valeria Mancinelli, dall’altra Fabia Buglioni, già vice presidente del Parco.

«Dopo anni di tagli alle risorse, indifferenza e ostilità, il partito democratico, che governa la regione e 3 dei quattro Comuni che insistono sulla zona del Parco, ha deciso di ammazzare definitivamente una delle eccellenze del nostro territorio» attacca Francesco Rubini.

Il capogruppo di Sel-Abc spiega che cosa sta accadendo all’interno del Pd. «La (non) nomina del nuovo presidente dell’ente Parco ha tutte le caratteristiche di un omicidio volontario con il Partito Democratico protagonista di una guerra intestina interna che vede affrontarsi violentemente le componenti interne al partito. Da una parte Valeria Mancinelli, prima cittadina anconetana, che non sembra arretrare di un millimetro rispetto alla candidatura di Carlo Rossi, suo portavoce e uomo fidato, dall’altra i circoli locali che insistono sul nome di Fabia Buglioni, già vice presidente del Parco, dirigente del pd anconetano e candidata alle regionali scorse. In mezzo Ceriscioli e la sua giunta, sempre di area PD, impegnati a prendere tempo per garantire ai loro amici di partito di scannarsi senza troppe preoccupazioni.

Nel frattempo il Parco muore lentamente, senza soldi e progetti, privo di una guida e di un’amministrazione, senza una legge di riordino delle aree protette, con lo spauracchio di un’ulteriore proroga del periodo di commissariamento oggi paventato per un ulteriore anno e mezzo. Un vero e proprio capolavoro politico, l’ennesima prova di maturità politica del PD locale e della sindaca Mancinelli, sempre pronta a cannibalizzare ogni ostacolo frapposto alla sue mire autoritarie. A farne le spese, ovviamente, è il territorio locale e le sue eccellenze paesaggistiche, martoriate sotto i colpi della volgarità di questa presunta classe dirigente».

Sul commissariamento del Parco e sulla nomina del direttivo composto da 5 membri, lo scorso ottobre era intervenuto in Consiglio regionale il consigliere Gianluca Busilacchi con un’interrogazione rivolta al Presidente Luca Ceriscioli.