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Ancona

Via i colori per le regioni e dad solo per sintomatici. Il virologo: «Infezione sfuggita di mano, i tamponi non hanno più senso» 

Il dottor Giacometti si dice d'accordo con la proposta avanzata dalle Regioni per eliminare il sistema a colori, riservare la dad solo ai sintomatici e non includere nel conteggio dei ricoveri i malati Covid che non hanno sintomi

(Foto: Adobe Stock)

ANCONA – Superare definitivamente il sistema a colori per le regioni e concentrare misure e sorveglianza sanitaria solo sui soggetti sintomatici. È la posizione espressa dai rappresentanti delle Regioni e messa nero su bianco in un documento unitario che sarà inviato al ministro della Salute Speranza.

Una vera e propria piattaforma su cui le Regioni intendono confrontarsi con l’esecutivo. Tra le richieste avanzate quella di semplificare la sorveglianza nelle scuole, per evitare il ricorso alla dad. In tal senso le Regioni chiedono di riservare l’isolamento solo agli studenti positivi sintomatici e di consentire agli asintomatici di restare in classe.

Per quanto concerne invece gli ospedali, governatori e rappresentanti chiedono di rivedere la classificazione dei ricoveri Covid, evitando di includere nel conteggio i pazienti positivi ricoverati per altre patologie. Le Regioni chiedono poi di eliminare la suddivisone in colori, sulla base delle fasce di rischio, mantenendo il monitoraggio sull’andamento dei posti letto in area medica e in terapia intensiva.

Con il contact tracing che è saltato per la mole ingente di casi positivi che quotidianamente si registrano, le Regioni chiedono un cambio di passo, per fronteggiare uno scenario completamente mutato rispetto al passato.

Una posizione, quella delle Regioni, condivisa anche dall’infettivologo Andrea Giacometti. «Credo che l’infezione sia molto più diffusa di quanto riportano le statistiche – spiega – ormai è sfuggita di mano ed i tamponi non hanno più molto senso».
L’esperto puntualizza di essere «tempestato di telefonate da parte di persone che anche se hanno i familiari positivi, affermano di non voler fare il tampone, per evitare le conseguenze legate all’accertamento della positività, come l’isolamento e l’interruzione dell’attività lavorativa».

In un quadro di questo tipo, con «il virus che è cambiato e appare meno pericoloso, si può anche decidere di allentare – spiega – guardando al mio reparto (Clinica di Malattie Infettive a Torrette, ndr) anche se siamo pieni, la situazione è molto diversa rispetto ad un anno fa».

La palazzina di Malattie Infettive dell’ospedale regionale di Torrette di Ancona conta 48 posti letto, 24 in Divisione e 24 in Clinica, diretta dal professor Giacometti, tutti occupati da malati Covid, ma come spiega il primario, su 24 ricoverati, «sei non hanno alcun sintomo Covid e sono ricoverati per altre patologie, ma sono stati mandati in questo reparto perché negli altri si rischia un focolaio e in mancanza di stanze per isolamento vengono inviate in Malattie Infettive».

Per questo Giacometti si dice «d’accordo con la proposta delle Regioni di escludere dal conteggio dei ricoverati per Covid, quelli che non hanno sintomi della malattia». Come è anche «d‘accordo sull’ipotesi di eliminare il sistema a colori e di limitare la dad a scuola solo per gli studenti affetti da sintomi».
Un ragionamento che fonda sia sul fatto che il virus appare meno pericoloso, grazie anche alla vaccinazione che ha raggiunto il 90% degli italiani, sia sul fatto che il tracciamento è ormai saltato, e in questa fase «il tampone non ha più senso».

«Secondo gli esperti dell’Istituto Superiore di Sanità entro la primavera, più del 50% degli italiani incontrerà il virus, ed entro l’anno lo avranno incontrato tutti. Di certo – conclude – è meglio entrarvi in contatto da vaccinati».
A questo punto pensa che anche il Green pass sia uno strumento superato? «Ritengo sia utile negli ambienti di lavoro, e in quelli al chiuso dove si concentrano le persone, come ad esempio locali o mezzi di trasporto pubblici, non di certo per recarsi dal tabaccaio».