Cna, muoiono le attività di vicinato

Fatturati in calo per le micro imprese anconetane nei settori delle costruzioni e del manifatturiero. I dati sono stati elaborati dal Centro Studi Cna

ANCONA – Fatturati in calo per le micro imprese anconetane nei settori delle costruzioni e del manifatturiero. I dati allarmanti, elaborati dal Centro Studi Cna sono stati presentati questa mattina dal direttore provinciale Massimiliano Santini e dal segretario Andrea Cantori. Anche il settore del commercio e dei servizi ha subìto uno stop di crescita rispetto all’anno scorso, quando si era vista una timida ripresa dei consumi. Santini ha sottolineato che «negli ultimi 20 anni siamo tornati indietro di 55 anni. Una recessione che si manifesta con un prodotto interno lordo pari a quello del 1961». La grave situazione è da attribuire soprattutto al continuo aumento del cuneo fiscale, eccessiva burocrazia e adempimenti che costano alle imprese 269 ore ogni anno, tempo prezioso sottratto alla produttività. «Abbiamo bisogno di impostare l’economia su uno sviluppo sano e sostenibile – prosegue Santini- non si può far cassa sulle piccole realtà, a pagare alla fine sono sempre gli stessi». Cna provinciale si dice disponibile al dialogo con la politica locale, auspicando interventi rapidi in primis con sgravi fiscali e agevolazioni per chi decide di aprire un’impresa e mettersi in proprio. Cna Ancona ha analizzato i fatturati di oltre 100 imprese anconetane rilevando come questi siano calati nel 2016 per le costruzioni (da € 145.784 del 2015 a € 129.808 del 2016) e commercio (da € 96.502 a € 92.413). «Alla crisi stanno reggendo solo le aziende più grandi – ha detto Cantori- mentre tendono a sparire i negozi di vicinato. Va bene aprire grandi catene ma il fenomeno va regolamentato». Tra le attività messe in campo a sostegno dell’imprenditoria si inserisce il nuovo portale “Cerca Marche” una business community che verrà presentata domani alla Loggia dei Mercanti a partire dalle 17.30. L’associazione di categoria ha anche criticato la decisione del Governo di abolire i voucher poichè “non sono state trovate alternative e si vive in un clima di forte instabilità”.