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Ancona

Cittadella: bastioni Gregoriano e della Campana inagibili

Dopo il sopralluogo AEDES, il sindaco Mancinelli ha firmato l'ordinanza: «I tecnici incaricati dalla Regione hanno prescritto la temporanea inutilizzabilità delle mura e volte dei cunicoli interni alle mura, in particolare i bastioni Gregoriano e della Campana dichiarando la inagibilità e l’inutilizzo delle porzioni di immobile interessate dagli eventi, fino alla esecuzione delle opere di ripristino»

I bastioni della Cittadella (Foto: Wikipedia)

ANCONA- Una brutta ferita per il patrimonio storico di Ancona: inagibili i Bastioni Gregoriano e della Campana alla Cittadella. Il sindaco Valeria Mancinelli ha firmato l’ordinanza a seguito del sopralluogo AEDES eseguito lo scorso 20 aprile dai tecnici incaricati dalla Regione Marche, per la verifica degli edifici interessati dal sisma. Due dei cinque bastioni del complesso monumentale di piazza Antonio da Sangallo sono stati dichiarati “E”, dunque inagibili. «I tecnici incaricati dalla Regione hanno prescritto la temporanea inutilizzabilità delle mura e volte dei cunicoli interni alle mura, in particolare i bastioni Gregoriano e della Campana dichiarando la inagibilità e l’inutilizzo delle porzioni di immobile interessate dagli eventi, fino alla esecuzione delle opere di ripristino» si legge nell’ordinanza del sindaco.

Ora si dovrà agire al più presto per eseguire tutte le opere atte a rimuovere il pericolo e a tutelare la pubblica incolumità. L’ordinanza obbliga quindi ad iniziare immediatamente i lavori manutentori di messa in sicurezza dei luoghi inagibili. Al termine degli interventi, il Direttore dei Lavori sotto la propria personale responsabilità, dovrà certificare che tutti i pericoli afferenti la pubblica incolumità siano stati completamente rimossi e ripristinate le dizioni stabili di sicurezza. La fortezza, realizzata nel XVI secolo da Antonio da Sangallo il Giovane, necessita urgentemente di manutenzione. Per il recupero e la riqualificazione della Cittadella, sono in arrivo dal Cipe (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica) 3 milioni di euro.