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Ancona

Cinque anni dal sisma, il governatore Acquaroli: «Moltiplicheremo i nostri sforzi». Coltorti: «Avrei voluto fare di più»

Erano le 3:36 del 24 agosto 2016 quando la terra iniziò a tremare. Il terremoto, di magnitudo 6.0 con epicentro tra Accumoli (Abruzzo) e Arquata del Tronto (Marche), provocò 299 morti e tantissimi sfollati. Il presidente Acquaroli si stringe alle famiglie delle vittime

Pescara del Tronto dopo il sisma del 2016

ANCONA – «Moltiplicheremo i nostri sforzi per restituire il prima possibile normalità e futuro a tutte le comunità distrutte dal sisma». È l’impegno assunto dal presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, nella giornata in cui si ricorda l’anniversario della prima scossa sismica  che 5 anni fa colpì al cuore Marche, Abruzzo, Lazio e Umbria, portando morte e devastazione.

Erano le 3:36 del 24 agosto 2016 quando la terra prese a tremare. Il terremoto, di magnitudo 6.0 sulla scala Richter, con epicentro tra Accumoli (Abruzzo) e Arquata del Tronto (Marche), diede il via a una sequenza sismica che va avanti ancora oggi e che sconvolse il centro Italia, svegliando nel cuore della notte gran parte degli abitanti delle regioni coinvolte e vicine.

I comuni di Amatrice, Accumoli e Arquata del Tronto ne risultarono devastati e Pescara del Tronto, frazione di Arquata, venne rasa al suolo. 299 le vittime, 237 delle quali ad Amatrice, 51 ad Arquata e 11 a Accumoli. Una tragedia nella tragedia, visto che a 5 anni dall’avvio del sisma sul fronte della ricostruzione c’è moltissimo ancora da fare.

E proprio la ricostruzione è una delle priorità della Regione, come sottolineato dal governatore Acquaroli. «Nelle prossime settimane – afferma il presidente della Regione Marche -, a un anno dal nostro insediamento, tireremo le prime somme e tracceremo le linee di azione future. La ricostruzione resta la priorità della nostra azione di governo. Cinque anni sono lunghi – continua -. Nell’ultimo, da quando sono stato chiamato con la giunta alla guida di questa Regione dai cittadini marchigiani, insieme ai sindaci e a tutti coloro che nella filiera istituzionale hanno un ruolo, abbiamo cercato di costruire delle risposte per accelerare la ricostruzione privata e pubblica e per ridare speranza a questi territori che rischiano lo spopolamento».

Francesco Acquaroli, presidente Regione Marche

E i numeri, come evidenzia il governatore, «testimoniano che, finalmente, ci avviamo ad una fase positiva della Ricostruzione, ma dobbiamo fare sempre di più. Ci sono problemi legati al caro prezzi delle materie prime e alla scarsità delle imprese che possono dare il loro contributo alla ricostruzione perché già impegnate con i bonus messi in campo dal Governo nell’ultimo periodo. Cercheremo di fare fronte a tutte le questioni per dare le risposte che questi cittadini aspettano. Come rappresentanti delle Istituzioni, oltre a dare un messaggio di speranza, dobbiamo far sentire la nostra concreta presenza. Lo stiamo facendo sfruttando al meglio le potenzialità degli strumenti che ci vengono messi a disposizione per innescare meccanismi virtuosi in grado di dare nuovo impulso alla Ricostruzione e sostenere una rivitalizzazione forte dal punto di vista sociale ed economico in stretta collaborazione con il Ministero e tutti i Comuni».

Acquaroli sottolinea che «si susseguono incontri per costruire una progettualità che disegni una prospettiva per il futuro e non solo per l’immediato. Fondamentali per il rilancio saranno le risorse del Recovery Fund, che ci possono aiutare a superare il ritardo infrastrutturale che affligge queste zone. Parliamo di un territorio con una forte vocazione turistica, agricola ed enogastronomica, ricco di paesaggi, arte e storia che non teme concorrenza. Valore aggiunto è la dinamicità di questa gente che non si arrende e vuole resistere: non solo anziani ma anche tanti giovani. A tutti loro – conclude Acquaroli – dobbiamo far sentire tutta la nostra vicinanza lavorando insieme per la rinascita del territorio».

Il governatore ha rivolto un pensiero ai familiari delle vittime: «A cinque anni dalla tragedia che ha sconvolto quasi la metà del territorio marchigiano, mi stringo nel dolore, ancora forte e vivo nelle nostre menti e nei nostri cuori, alle famiglie di chi non c’è più e alle comunità disgregate che faticano a tornare alla normalità».

Coltorti (M5s): «Avrei voluto fare di più»

Mauro Coltorti, presidente della Commissione Lavori Pubblici del Senato

E a ricordare il triste anniversario è anche il senatore marchigiano del Movimento 5 Stelle, Mauro Coltorti, presidente della Commissione Lavori Pubblici del Senato che fa il punto sulle risorse stanziate dal governo Conte. «Appena subentrati con il governo Conte 1, abbiamo accentuato il supporto economico e approvato continuamente le proposte del commissario per accelerare le pratiche per la ricostruzione – spiega Coltorti -. L’area del cratere ha visto l’attivazione di numerose semplificazioni burocratiche come quelle sulla conformità urbanistica per superare i piccoli abusi pre-esistenti e riattivare l’edilizia pubblica».

Il senatore ricorda che «è stato attivato il sisma bonus e inserito le aree del cratere in una Zona Economica Speciale con un credito di imposta agevolato per le imprese, in modo da favorire gli investimenti e impedire la forte desertificazione in atto. Si è approvato il contratto istituzionale di sviluppo e si è lavorato per fornire personale ai comuni e finanziamenti alle Università, attivando progetti importanti per sostenere i piccoli paesini spesso ancora quasi deserti».

Un «sostegno finanziario ingente» evidenzia, «eppure a tutt’oggi la ricostruzione è al palo e si segnalano infiltrazioni della malavita che mira ai finanziamenti della ricostruzione. Dopo ogni provvedimento speravo di aver dato una spinta importante alla ricostruzione ma così non è stato. Per questo mi scuso con i miei conterranei. Avrei voluto fare di più».

Emanuele Prisco, coordinatore regionale Fratelli d’Italia

«La ricostruzione resta la priorità della nostra azione nelle Marche ma deve essere una priorità per l’intera Nazione e su questo Fratelli d’Italia si batte sin dal primo momento – afferma il coordinatore regionale di Fratelli d’Italia, Emanuele Prisco -. Cinque anni sono lunghi ma su questo il presidente Acquaroli e la Giunta, insieme ai sindaci e all’intera filiera istituzionale, stanno cercando di dare risposte concrete e veloci consapevoli che tanto ancora c’è da fare per le comunità colpite. Accanto alla ricostruzione pubblica e privata servono politiche, sinergiche e di territorio, per contrastare lo spopolamento delle aree interne, perché è inutile ricostruire case e scuole se poi si tolgono le direzioni didattiche o le poste o le banche e vengono a mancare tutti quei servizi essenziali che rendono vivibili quei luoghi. Fratelli d’Italia ha incardinato alla Camere una proposta di legge quadro per la gestione delle emergenze che, tra le altre cose, propone la moratoria sui servizi. Di queste cose si deve occupare lo Stato anche attingendo ai fondi del Pnrr per garantire il futuro di questi meravigliosi territori».

«Per il terremoto2 016 la Lega non ha mai smesso di unire i fatti al ricordo – afferma Riccardo Augusto Marchetti, commissario regionale della Lega Marche – : con i nostri quasi 100 interventi legislativi abbiamo dato risposte concrete per la ripartenza. Ricordo che la prima legge in assoluto approvata in via definitiva il 29 luglio 2018 dal Governo Lega è stato il DL 55 “Sisma” che ha segnato il cambio di passo su gestione dell’emergenza e ricostruzione».

Riccardo Augusto Marchetti, commissario regionale Lega

Marchetti sottolinea che il partito è stato il primo «a prendere atto che il Sisma Centro Italia ha accentuato una crisi di sistema che l’emergenza covid ha aggravato irrevocabilmente. A dicembre 2020 abbiamo presentato la proposta di legge n. 2840 sulla Zona a Fiscalità Agevolata Sisma che capitalizza l’esperienza delle ZES strutturandola a misura del territorio. Restiamo convinti – prosegue – che per far ripartire l’Appennino terremotato gli interventi tampone, per quanto finanziariamente cospicui, non sono adeguati alle sfide da affrontare. Il territorio ha forti potenzialità, e strutture logistiche già in grado di servire il sistema produttivo, un’offerta turistica ineguagliabile, prestigiosi atenei universitari che, in sinergia con il mondo dell’impresa, potrebbero dare avvio anche a distretti di high-tech in settori innovativi. Ecco perché – conclude – ad ogni livello la Lega continua a lavorare senza sosta per i terremotati e perché i più giovani, che rappresentano la leva per la rinascita del territorio, abbiamo tutte le opportunità che meritano».

I dati forniti dalla Regione

A fronte di 46.217 edifici danneggiati, in base ai dati resi noti dall’Ufficio Speciale per la Ricostruzione, nelle Marche si attendono, considerata mortalità schede, aggregati, pertinenze, circa 34mila progetti (-30%), di cui circa 27mila per danni pesanti.

Al 20/08/2021 il numero totale di pratiche presentate è di 11.657 (in gran parte residenziali e circa 1000 produttive) per un totale di 2.164.970.954 euro concessi e 873.925.237 euro liquidati. Le pratiche con Sal (stato avanzamento lavori) finale sono 3.174, con decreto di concessione 7.149 e con decreto di liquidazione 5.076. Altre 2.256 sono invece in istruttoria comune, 193 in istruttoria USR, 498 in richiesta integrazione USR, 198 in richiesta integrazione comune, 16 in Conferenza regionale, 381 respinte, 571 ritirate e 52 in preavviso di rigetto.